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Tutta la verità sulla tessera filatelica “Veronafil 2015”

Le tessere filateliche sono card rigide e plastificate contenenti un francobollo, distribuite da Poste Italiane per i collezionisti a partire dal 1998. Sia la grafica, sia il testo riportati sulla card stessa arricchiscono e completano l’emissione e rendono tale oggetto un interessante articolo da collezione. Inoltre permette ai filatelici di poter maneggiare con più facilità e sicurezza il francobollo stesso. Da più di 18 anni i collezionisti di tessere filateliche aggiornano e arricchiscono la propria raccolta e in questo lungo periodo non sono mancati certamente episodi interessanti e singolari (vedi tessera “Canonizzazione di Padre Pio”, coppia di tessere “Sidney 2000”, i Kit …). Nonostante tutto, la raccolta è sempre proceduta in modo lineare e pressoché tranquilla … fino ad ora!

Venerdì 27 novembre 2015, in occasione dell’apertura della 125ª Veronafil, alle ore 9 è stata presentata da Poste Italiane la tessera filatelica commemorativa della manifestazione. Con grande stupore e anche una punta di sconcerto, la tessera è stata prodotta in soli 500 esemplari numerati da 001/500 a 500/500. Mediamente ciascuna emissione è distribuita nella misura di 4000/5000 pezzi, mentre nel caso specifico di Veronafil la tiratura è stata addirittura di un decimo rispetto all’ordinario. Ma ciò che ha reso in poche ore questa tessera un oggetto di rara importanza sia economica, sia collezionstica è stata proprio la distribuzione insolita della stessa a causa probabilmente di una svista da parte di alcuni operatori di Poste Italiane

  • Le prime cinquanta tessere sono state “riservate” a Poste Italiane, non so se a dipendenti, persone di spicco o cosa.
  • Un centinaio di pezzi (dalla n°051 alla n°150) sono stati consegnati ai membri del circolo Scaligero, distribuite nella misura di una o due tessere a socio. Ne restano solamente trecentocinquanta.
  • Dalla n°151 alla n°200 sono state distribuite ed esaurite tutte nel giro di pochissimi minuti allo sportello filatelico presso Veronafil all’apertura. Ne restano solo trecento.
  • Dalla n°201 alla n°350 sono state ritirate in blocco da un privato (fonte certa). Ne restano solamente 150 esemplari.
  • Dalla n°351 alla n°500 sono state acquistate da un commerciante noto. Tutte le tessere filateliche “Veronafil 2015” sono ufficialmente esaurite.

Ultimo passaggio chiave di questo meccanismo: il privato collezionista che è riuscito ad acquistare allo sportello le 150 tessere, ha poi trattato privatamente la mattina stessa con il commerciante, riuscendo così ad impossessarsi, dopo soli 30 minuti, delle cento tessere con numerazione compresa tra n°401 e n°500. Con una simile mossa astuta e geniale, tale privato oggi è il fortunatissimo possessore di più di 250 tessere “Veronafil 2015” con numerazione in sequenza. Questo lotto rappresenta in assoluto l’unico stock disponibile ad oggi in tutta Italia. L’importanza di una simile manovra rende inoltre costui non solo il fortunato possessore di oltre 250 tessere “Veronafil 2015” incluse le numerazioni speciali (200, 222, 300, 333, 350, 444, 500), ma  fa sì che questa persona sia oggi l’unico detentore in Italia dell’esclusiva assoluta di vendita per questo oggetto filatelico. E, detto fra noi, in ambito commerciale e collezionistico questa componente non ha prezzo.

E’ scontato aggiungere che sul portale e-Filatelia di Poste Italiane la tessera filatelica “Veronafil 2015”, se pur presente in elenco, non sia mai stata resa disponibile per l’acquisto per evidenti motivi.

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Dopo l’uscita del primo catalogo delle cartoline filateliche è in produzione il nuovossimo catalogo delle Tessere Filateliche italiane, corredato da didascalie curate, informazioni e prezzi di ciascuna emissione. Mediamente quotate dai 4 ai 7 euro l’una, già a gennaio 2016 si ipotizzava un buon 120 euro di listino per la tessera Veronafil 2015; prezzo già da qualche tempo oramai inadeguato e decisamente sotto stimato per un oggetto filatelico di una tale rarità, viste alcune prime vendite già chiuse tra i 100 e i 130 euro a tessera.

E’ un colpo grosso; un colpo da maestro che vede oggi per la prima volta in Italia un solo individuo privato (non commerciante) fortunato possessore di tale materiale. Come era prevedibile, alcuni commercianti si sono immediatamente fatti avanti nell’intento di accaparrarsi il prima possibile (e prima che i prezzi lievitassero) parte dello stock a prezzi importanti (ma non sufficienti).

Le possibilità che si prospettano sono due:

OPZIONE 1: cedere in blocco le oltre 250 tessere “Veronafil 2015” incluse le numerazioni speciali, unitamente all’esclusività della vendita, a grosso commerciante in grado di gestirne la vendita e la promozione nel migliore dei modi.

OPZIONE 2: vendere al dettaglio, o in piccoli lotti, attraverso canali sicuri e automatizzati, le tessere “Veronafil 2015” direttamente a ciascun privato collezionista che ne facesse richiesta, evitando ulteriori passaggi di mano e gestendo il prezzo in piena autonomia, in linea di giorno in giorno con la domanda.

Il caso è particolarmente caldo e vivo e allo stesso tempo l’interesse da parte sia di privati collezionisti, sia di commercianti filatelici è davvero altissimo. Tale stock ad oggi resta gelosamente custodito. Sono state prese in esame più opzioni, valutate diverse proposte e studiato in tutta calma un piano di vendita che possa garantire al fortunato possessore il massimo profitto e al contempo ai collezionisti la disponibilità di tessere “Veronafil 2015”.

Inutile nascondervi che ci sono ottimi presupposti perchè si prenda in esame l’opzione n°2. il sottoscritto in tutta questa operazione ricoprirà un ruolo fondamentale ed esclusivo, essendo ad oggi l’unico mandante in Italia per la vendita di questo stock di tessere filateliche “Veronafil 2015”. In questi giorni sto definendo assieme al proprietario gli ultimi accordi prima di iniziare ufficialmente la vendita sui principali canali in rete. Pertanto, come sempre, restate sintonizzati!

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L’inarrestabile fenomeno Rollinz

E’ trascorsa una settimana dal fatidico 16 marzo 2016, data in cui Esselunga ha cessato di distribuire alle casse un Rollinz a fronte di 25 euro di spesa, oppure di 50 punti fragola. Si credeva che tutto il marasma attorno a questi gadget sarebbe andato via via scemando nel giro di qualche giorno, ma pare che la realtà sia ben diversa. Anzi, la fine della promozione ha sortito l’effetto opposto, tanto è vero che sono aumentate vertiginosamente le richieste sia da parte di collezionisti desiderosi di completare la propria raccolta, sia da parte di coloro che, scoperti forse un po’ tardi i Rollinz, non vogliono assolutamente restare fuori dai giochi e corrono precipitosamente ai ripari, accaparrandosi le ultime collezioni, o piccoli lotti rimasti ancora disponibili.

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E’ inevitabile a questo punto associare la nuovissima raccolta Rollinz Star Wars 2016 alle storiche primissime sorpresine Kinder anni ’80 / ’90: Tartallegre, Coccodritti, Ranoplà, Pingui Beach, Panda Party … e via discorrendo. Voci di corridoio (non confermate) mormorano di un sequel della raccolta, con nuovi simpatici gadget da aggiungere alla prima collezione da 20 personaggi. Non sono riuscito a risalire alle fonti, anche se, dati i miei precedenti nella GdO, ci sto lavorando. E’ indiscusso però l’enorme successo mediatico che Esselunga in soli due mesi è riuscita a sortire con l’operazione Rollinz Star Wars, tanto da rendere quasi scontata l’opzione di un seguito. Tutto l’interesse attorno a ogni oggetto, evento e gadget promozionali inerenti Star Wars ha avuto origine dall’attesissima proiezione del VII Episodio della famosa Saga alla volta di dicembre 2015. Visti i risultati, non possiamo che essere certi che nel prossimo futuro “qualcosa di ancora più dirompente” di sicuro arriverà. Ancora due importantissime proiezioni ci attendono. Il mio suggerimento è sicuramente di giocare, divertirsi collezionando e magari completare una o due raccolte di Rollinz, possibilmente conservate all’interno dell’originale astronave Millennium Falcon porta Rollinz. Dopodichè, come sempre, restiamo sintonizzati!

Cliccando sull’immagine sotto sarete teletrasportati al gruppo Facebook dedicato allo scambio e alla compra-vendita dei Rollinz in Italia e all’Estero: siate i benvenuti!

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Italiafil

Segni di un prossimo rinnovamento

Si è conclusa da poche ore la prima giornata del Convegno Filatelico MilanoFil E’ evidente a tutti il peso della crisi che oramai da alcuni anni sta affliggendo inesorabilmente il Mercato Filatelico Italiano. Se da un lato la disponibilità economica del collezionista viene sempre meno, dall’altro lato abbiamo potuto assistere tempo addietro ad operazioni da parte di Poste Italiane e di alcune associazioni di professionisti che per certo non hanno favorito la ripresa, dando a volte addirittura l’impressione, per così dire, di “remare contro”. Mi riferisco in particolare alle altissime tirature per ciascun francobollo nuovo emesso, allo spropositato numero di emissioni filateliche per anno solare che, unitamente a folder, tessere, cartoline, album e quant’altro, hanno portato all’allontanamento anche dei più temerari e fidelizzati collezionisti, oramai impossibilitati ad investire ogni anno cifre tanto importanti. Non da meno la distribuzione decisamente disomogenea – se non addirittura la totale assenza – delle emissioni in tutti gli sportelli filatelici d’Italia. Non mi dilungo oltre, avendo già da tempo affrontato in modo chiaro e deciso la situazione punto per punto.

Ebbene, così come al tempo non ho potuto che essere categorico e decisamente severo, oggi in tutta sincerità non posso che percepire una ventata di freschezza e di autentico rinnovamento, e mi precipito a condividere le mie impressioni con voi.

Il motore primario che fa muovere la macchina della Filatelia in Italia, senza voler più essere ipocriti, è il denaro, il business, e con essi il valore che ciascun oggetto filatelico degno di nota può o potrà mai assumere in un futuro prossimo o lontano (sogno o realtà che sia). Inutile nascondersi dietro il mero gusto per il collezionare qualcosa, o il desiderio di completezza di una data raccolta. Certo: tutti aspetti sempre attuali che tra le altre cose caratterizzano la mia stessa persona, ma – parliamoci chiaramente – anche il più puritano tra tutti i collezionisti, ammirando soddisfatto un pezzo importante della propria raccolta, avrà subito la mente rivolta non tanto alla storicità o meno di tale oggetto, quanto al valore di catalogo o di mercato dello stesso. Inoltre, a intensificare maggiormente questo aspetto, il desiderio da parte di molti piccoli o medi commercianti per così dire improvvisati di “fare l’affare” ogni qual volta si presenti loro una buona occasione di investire o di acquistare a scopo di rivendita; un “qualcosa” identificabile grazie alla loro assiduità nel seguire con interesse e particolare attenzione tutti gli sviluppi di ciascuna novità filatelica di Poste Italiane. Le antenne sono sempre rivolte al Mercato (eBay, Delcampe, Convegni e siti web di settore), pronte a cogliere sensibili variazioni di prezzo, di reperibilità, di richiesta, relativamente ad emissioni particolari, si tratti di un francobollo con codice a barre, di un intero postale, oppure folder, tessera filatelica, cartolina filatelica oppure – perchè no – busta realmente viaggiata in date o occasioni speciali. Per alcuni è necessità. Per altri un gioco. Il punto è che la dinamica è totalmente ricorsiva.

I magnati e i cosiddetti puritani della filatelia in Italia non hanno mai saputo fare altro che criticare ogni aspetto meramente speculativo, convinti di identificare in esso il vero cancro del collezionismo in Italia. Scioccamente, sì, perchè non hanno saputo comprendere invece che tutto ciò, forse con modalità e sfacettature differenti, in verità non era niente di meno che il vero motore che DA SEMPRE faceva muovere il Mercato Collezionistico.

Il punto cruciale di oggi è che – personalmente – ho la netta sensazione che “qualcuno” finalmente abbia compreso questo aspetto più che fondamentale e, a fronte di questa “scoperta”, abbia iniziato ad attuare certi cambiamenti che fin da subito hanno riscontrato il consenso di moltissimi collezionisti e commercianti italiani. E’ bastato infatti ridurre (e non di poco) la tiratura dei francobolli emessi perchè il fermento agli uffici postali tornasse palpabile. E’ stato sufficiente decidere di emettere le nuove tessere filateiche con tiratura limitata e verificabile attraverso specifica numerazione apposta su ciascuna di esse per riportare in auge questa interessante collezione. E sicuramente la mossa da parte di Poste Italiane di emettere la tessera filatelica Italiafil il 23 ottobre 2015 in soli 1000 esemplari numerati, distribuiti in occasione del convegno di Firenze, è stata azzeccatissima, tanto da riportare l’attenzione di tutti i collezionisti (filatelici e non) a questo oggetto divenuto in poche ore uno dei pezzi chiave dell’annata, se non addirittura della raccolta. Ben consapevole del successo ottenuto, ecco che Poste Italiane decide di sferzare un nuovo colpo ancor più violento, incisivo, davvero capace questa volta di lasciare il segno anche nei mesi a venire. E quale occasione migliore se non uno dei convegni più importanti d’Europa? Mi sto riferendo, senza ombra di dubbio, alla rara e pressochè introvabile tessera filatelica Veronafil, emessa – caso più unico che raro – in solamente cinquecento esemplari numerati, distribuita PER INTERO in occasione dell’omonimo convegno filatelico a fine novembre dello scorso anno. Ma avremo altre occasioni per affrontare assieme questo argomento che, anche durante questa prima giornata di MilanoFIL, ha e sta assumento di giorno in giorno un’importanza degna della massima attenzione.

Allo stesso modo sono in essere operazioni importanti che vedono coinvolti i collezionisti di Folder Filatelici, con emissioni curate e attente al dettaglio. Tutto questo fermento è palpabile e lo si percepisce nei discorsi di amici collezionisti, durante incontri fra commercianti, tra le righe di articoli a tema. In tutta franchezza, personalmente fatico ancora a intravedere una via di fuga certa e quantomai solida da quel pesante stato di crisi che tanto pesa oggi sulla Filatelia Italiana. Eppure, dopo così tanti mesi – e ancora non so bene il perchè – oggi ho rispolverato in archivio gli stock e le precedenti annate di folder e tessere filateliche, con la strana sensazione che, probabilmente, la loro storia non sia ancora giunta al termine.

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yoda

Il fenomeno “Rollinz”

Rollinz_LatoChiaro

Lo scorso 16 dicembre 2015 tutte le sale cinematografiche in Italia hanno proiettato l’attesissimo film di J. J. Abrams “Il Risveglio della Forza” ovvero il settimo episodio della saga di Star Wars, e allo stesso tempo primo appuntamento della attesissima trilogia sequel della storica saga di George Lucas. Attorno a questo evento, come spesso accade, ecco comparire nuovi siti e blog sull’argomento, pagine facebook, spot pubblicitari, figurine collezionabili e quant’altro possa contribuire a direzionare l’attenzione delle masse verso l’evento “Star Wars”. Solitamente indifferente ai vari gadget e raccolte punti, la mia curiosità è stata prontamente rapita da un’operazione commerciale promossa da Esselunga a partire dallo scorso 14 gennaio: “… ogni 25 euro di spesa, o con 50 punti fragola, i clienti Esselunga riceveranno un Rollinz in omaggio …”. All’inizio nulla di inconsueto, salvo il fatto che, da appassionato di Star Wars quale sono, alcuni di questi pupazzetti hanno subito rapito il mio desiderio di possederli e quindi, da collezionista, di completare la raccolta. In particolare il Maestro Yoda, così come l’Imperatore, Jabba The Hutt, i robottini R2-D2 e C3-PO, Boba Fett e l’intramontabile Darth Fener mi hanno letteralmente conquistato, vuoi per la realizzazione abbastanza curata, vuoi per certe espressioni che hanno subito proiettato i miei pensieri in uno degli episodi in cui tali personaggi erano protagonisti.

 Rollinz_LatoScuro

I Rollinz sono piccoli pupazzetti collezionabili alti circa 35 millimetri, del peso di 12 grammi. Sono distribuiti da Esselunga singolarmente in bustine sigillate alle condizioni di cui sopra. Hanno una base sferica appensantita all’interno, in modo che restino sempre “in piedi”, indipendentemente dalla posizione che gli si fa assumere (richiamano un po’ i calciatori del subbuteo). Sono in tutto 20 personaggi collezionabili suddivisi nello specifico in 12 appartenenti al Lato Chiaro della Forza (base chiara – 6 umani e 6 non umani) e 8 appartenenti al Lato Oscuro della Forza (base scura). Di seguito l’elenco completo in ordine alfabetico:

  • Anakin Skywalker – Lato Chiaro
  • Ben Kenobi – Lato Chiaro
  • Boba Fett – Lato Oscuro
  • C3-PO – Lato Chiaro
  • Capo Java – Lato Chiaro
  • Chewbecca – Lato Chiaro
  • Darth Fener – Lato Oscuro
  • Darth Maul – Lato Oscuro
  • Ewok – Lato Chiaro
  • Han Solo – Lato Chiaro
  • Imperatore Palpatine – Lato Oscuro
  • Jabba The Hutt – Lato Oscuro
  • Principessa Leila – Lato Chiaro
  • Luke Skywalker – Lato Chiaro
  • Obi Wan Kenobi – Lato Chiaro
  • Pilota da Combattimento Tie – Lato Oscuro
  • R2-D2 – Lato Chiaro
  • Scout Trooper – Lato Oscuro
  • Storm Trooper – Lato Oscuro
  • Maestro Yoda – Lato Chiaro

Esselunga ha reso inoltre disponibile per i collezionisti un contenitore di cartone e pvc a forma di astronave Millenium Falcon, acquistabile nei punti vendita della catena a 1 euro e 99 centesimi, nella quale poter inserire la propria raccolta Rollinz in modo ordinato.

raccoglitore

Fin dai primissimi giorni il Web è stato letteralmente preso d’assalto da inserzioni a tema Rollinz: richieste, scambi, doppioni, aste, vendite a prezzo fisso di singoli Rollinz, di lotti o di intere collezioni. Personalmente ho creduto si trattasse di un entusiasmo momentaneo, data l’oggettiva simpatia di alcuni di questi pupazzetti. Eppure con il passare dei giorni le inserzioni sono aumentate a dismisura, superando addirittura le 400 vendite in corso. A quel punto ho iniziato ad interessarmi più seriamente del fenomeno “Rollinz”, raccogliendo informazioni e dati di mercato (domanda – offerta) nell’arco di un’intera settimana. Tenuto conto anche dei costi di spedizione, non ammortizzati qualora un cliente scelga di acquistare un solo Rollinz, la vendita unitaria nediamente si settava tra i 4,5 e i 6 euro al pezzo, con alcune eccezioni nel caso specifico di alcuni personaggi, forse più ricercati di altri (vedi Darth Fener, Boba Fett, Yoda, R2-D2 …). Sebbene al momento io non credo che ci siano pezzi più o meno rari di altri, è indubbio che la gente oggi è disposta a pagare di più per alcuni personaggi. Inoltre, pur avendo stimato tali valori di media, si sono verificate vendite di punta nell’ordine addirittura di 12 se non addirittura 15 euro per singolo Rollinz: immagino il caso in cui appassionati collezionisti abbiano solo una o due mancanze al completamento della propria raccolta e pertanto siano disposti a spendere qualcosa in più pur di riempire le ultimissime celle vuote …

Un aRollinz_12bustineltro aspetto a mio parere importante è la richiesta di Rollinz anche dall’estero. Proprio così: da qualche giorno a questa parte io stesso sto registrando vendite in Europa di alcuni di questi personaggi. Clienti disposti a versare anche 15/20 euro (spedizione raccomandata inclusa) pur di ricevere uno o più di questi personaggi, al momento presenti solo in Italia. Ho notato che alcuni venditori più accorti hanno scelto e provato a vendere alcuni Rollinz anche su piattaforme estere: così facendo hanno sicuramente fatto conoscere la nostra collezione anche oltre i confini dell’Italia, garantendone una visibilità su scala internazionale, e allo stesso modo hanno contribuito a far lievitare i prezzi non di poco.

Per il momento mi fermo qui, ma continuo a monitorare il fenomeno Rollinz sulle principali piattaforme di vendita (ora presenti anche su Amazon). Da grande appassionato della saga Star Wars quale sono io, non potevo certamente passare indifferente a questo neonato fenomeno collezionistico. Se durerà a lungo, oppure se si concluderà con il termine dei giochi in Esselunga .. è difficile dire e sapere … Di sicuro, per come si stanno muovendo oggi le cose, molto meglio esserci, partecipare e allo stesso termpo divertirsi piuttosto che restare ad osservare passivamente.

Il fenomeno “Rollinz” rappresenta ad oggi la moda collezionistica del momento, per giovani e meno giovani. Una raccolta non difficile da completare, anche grazie a gruppi Facebook creati proprio allo scopo di scambiare gratuitamente personaggi, aiutandosi reciprocamente e a costo zero nel completamento della collezione. Allo stesso tempo “Rollinz” è anche un oggettivo fenomeno di mercato: il materiale a disposizione non è poco, ma la domanda in Italianè in continua crescita, così come le vendite e i prezzi sulle principali piattaforme di e-Commerce. I principali acquirenti oggi sono genitori desiderosi di completare la raccolta dei propri figli, ma anche collezionisti che necessitano di alcuni personaggi particolari, oppure coloro che, per motivi geografici, si trovano distanti da punti Esselunga e pertanto preferiscono spendere poche decine di euro (oggi) pur di portarsi a casa la collezione completa. A questi – ricordo – si stanno aggiungendo timidamente alcuni collezionisti esteri che, timidamente, acquistano singoli personaggi forse più per toccare con mano questo fenomeno che per il momento riguarda solo l’Italia.

Per come la vedo io, al momento si tratta di un grande e divertente gioco, ma allo stesso tempo un’opportunità per alcuni commercianti e un’occasione per certi collezionisti che, forse più lungimiranti di altri, hanno pensato bene di completare quanto prima la propria raccolta e – ove possibile – di metterne da parte anche qualcuna in più.

Che la forza sia con voi !!!

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Cerchiamo di Essere Seri – di Luciano Raimondi

A forza di tirare la corda si spezza.

Di seguito il nuovissimo articolo del Sig. Luciano Raimondi che rappresenta una pesante critica nei confronti dell’amministrazione postale Italiana che, oramai da anni, pare totalmente incapace di corrispondere alle esigenze e alle vere aspettative dei privati collezionisti. Forse con un occhio di riguardo a “certi commercianti”, ciò che all’origine nasceva e veniva diffuso per il gusto e il piacere di collezionare, oggi non ha più ragion d’essere. Già a suo tempo io stesso avevo pubblicato un articolo assai pesante dal titolo “La Crisi del Mercato Filatelico Italiano“, se pur mirato, proprio nei confronti di Poste Italiane: non solo critiche o rimproveri, bensì punti chiari, suggerimenti mirati al fine di dare una svolta radicale e positiva al collezionismo filatelico italiano. A risposta di tale scrittura, la barzelletta filatelica italiana ha voluto che “i magnati” decidessero per una strada, decisamente diversa, se non quasi opposta. Un vero peccato, sia per i privati collezionisti, sia per i neofiti della filatelia che oramai si contano sulle dita di una mano, sia per i commercianti stessi che, volenti o nolenti, si sono trovati costretti a diversificare le proprie vendite dal momento che il fatturato filatelico, purtroppo, non era più sufficiente a garantire un reddito accettabile.

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF

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regina

Complimenti Maestà – di Luciano Raimondi

A voi un nuovo articolo del Sig. Luciano Raimondi, da sempre grande appassionato di filatelia Italiana ed estera, nonché estimatore e coltivatore di una grande passione verso il Codice a Barre. In anteprima sul nostro portale due pagine cariche di passione, affetto e coinvolgimento, dedicate a Sua Maestà la Regina Elisabetta II.

Il Sig. Raimondi ci ha concesso ancora una volta di poter pubblicare in anteprima sul nostro portale il suo articolo, scaricabile in formato PDF cliccando sul link sottostante. Buona lettura.

Complimenti Maestà

(clicca il link qui sopra per scaricare e leggere l’articolo)

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etichetta

La tracciatura della posta1

Continua senza sosta l’avventura attorno al nuovissimo servizio di spedizione “posta1” al via il 1 ottobre 2015 e ad oggi, dopo 5 giorni, ancora con parecchi disservizi al seguito e non pochi aspetti da migliorare e ottimizzare. Primo fra questi il dotare tutti i portalettere del palmare che permetta loro di “sparare” l’apposita etichetta incollata dal mittente sulla busta, prima di imbucare quest’ultima nella cassetta delle lettere del destinatario. Così facendo, consultando il tracking online, si sarà informati sull’avvenuto recapito al civico. Nel precedente articolo ho sottolineato il fatto che l’utente finale non ha la possibilità di monitorare la tracciatura completa della busta spedita con servizio posta1, però – attenzione – la tracciatura completa (o quasi) esiste ed è verificabile dagli addetti di Poste Italiane. A proposito delle mie spedizioni del 1 ottobre fatte ad-hoc per inaugurare il nuovo servizio, qualunque addetto alle Poste, consultando il terminale, oggi può confermare l’accettazione presso l’ufficio postale di Gadesco P.D. (CR) avvenuta proprio il 1/10/2015 e anche la consegna delle stesse il 2/10/2015 da parte dell’ufficio postale di Vescovato al portalettere, pronte per essere recapitate lo stesso giorno al mio civico. Al momento manca, per l’appunto, quest’ultima fase dell’effettiva avvenuta consegna da parte del portalettere, ma pare che risolveranno nel giro di qualche giorno.

talloncino

Inoltre, fin da subito ci si è accorti di una “svista” a proposito delle etichette autoadesive che il cliente dovrebbe staccare ed apporre in piena autonomia sulla busta da spedire con servizio posta1. Pare una barzelletta, ma esattamente sotto la parte autoadesiva da staccare e incollare sulla busta troviamo la frase “non rimuovere l’etichetta” quasi fosse di pertinenza esclusiva dell’addetto postale. Ciò è assolutamente errato e fuorviante. Stiamo parlando di spedizione prioritaria. Ciò significa che il mittente, già provvisto a casa propria di francobolli ed etichette, può prepararsi in piena autonomia le proprie buste da spedire con posta1, quindi, senza neppure passare dall’ufficio postale e saltando la fila, imbucarle direttamente nella cassetta delle lettere. Terrà per sé come promemoria il talloncino privo di etichetta autoadesiva attraverso il quale poter leggere il codice e verificarlo eventualmente online. Tale talloncino NON è assolutamente una prova di avvenuta spedizione, ma solo ed esclusivamente un pezzetto di carta sul quale è riportato lo stesso codice che è stato posto sulla busta. Così come l’avvenuta consegna al civico NON è un’effettiva prova di avvenuta consegna, dal momento che il recapito della posta1 non prevede la consegna brevi mano, nè tantomeno la firma del destinatario.
Ecco, a proposito dell’effettiva avvenuta spedizione è importante che l’Ufficio Postale di partenza esegua l’accettazione a scanner di tutte le buste di tipo “posta1” sia che esse siano consegnate allo sportello dal mittente, sia che provengono dalla cassetta delle lettere. Così facendo esisterà una prova digitale di avvenuta spedizione, se pur accessibile esclusivamente dagli addetti postali, ma comunque sia fruibile in caso di necessità dal destinatario attraverso il servizio telefonico 803160, oppure direttamente a qualunque sportello postale.

Per concludere, le etichette e i talloncini per l’Italia (interno) e per l’Estero sono pressochè identici: forse Poste Italiane avrebbe potuto prevederli di colori differenti, così da poterli riconoscere e distinguere a colpo d’occhio 😉 C’è chi ventila già il ritiro di tutte le etichette e la sostituzione con una versione aggiornata. Diamo tempo al tempo e come sempre restiamo ad osservare!

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borromeo

Dove e come si timbra la posta1

Ancora sulla posta1, il nuovo servizio di Poste Italiane al via il 1 ottobre 2015 e che tanto sta facendo parlare di sé in questi giorni. Tra i molti dubbi, uno forse più pressante è quello che riguarda la timbratura delle buste spedite con servizio posta1 (italia e estero). Ricordiamo che questo nuovo servizio permette al mittente di essere informato sull’esito della consegna al civico della lettera, ovvero di quando il postino avrà letteralmente imbucato la busta nella cassetta delle lettere del destinatario, grazie all’apposizione sulla busta stessa di una apposita etichetta munita di codice a barre testuale e anche 2D (scansionabile). Precisiamo, per maggiore chiarezza, che la consegna NON prevede la firma del destinatario come per la raccomandata, bensì la semplice domiciliazione della busta. Questo perchè si tratta di una spedizione prioritaria e non raccomandata (né tantomeno assicurata). Il codice che andremo ad apporre sulla busta infatti non consente di monitorare il tracking del nostro plico tratta per tratta, bensì fornisce esclusivamente l’informazione di avvenuto recapito al civico (non alla persona), pertanto non si tratta di una prova oggettiva di avvenuta consegna (non è prevista alcuna firma).

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Ora, veniamo a noi e in particolare al problema della timbratura. Le buste spedite con servizio posta1, mi ripeto, NON sono raccomandate, bensì delle Prioritarie, tanto è vero che il mittente, disponendo già a casa sia delle etichette adesive, sia dei valori postali per l’affrancatura (serie Leonardesca, o qualsivoglia altro francobollo in euro o anche in lire), potrà preparare anticipatamente la spedizione ed imbucarla semplicemente in qualunque cassetta delle lettere, senza dover fare la fila in posta e senza doverla far registrare allo sportello spedizioni.

In quanto prioritaria, diversamente da quanto si legge sul sito del CIFO, l’ufficio postale accettante non è autorizzato alla timbratura, che sarà invece effettuata esclusivamente dal primo centro postale di smistamento (nel mio caso Milano Borromeo), esattamente come tutte le buste preccedentemente definite “prioritarie” e che oggi invece rientrano nel servizio denominato “posta4“. L’ufficio postale accettante oggi deve obliterare unicamente i francobolli in lire o in euro utilizzati dal mittente per il pagamento totale o parziale della tariffa di tutti quei servizi affrancabili che vanno obbligatoriamente accettati allo sportello, ovvero posta raccomandata, posta assicurata e pacco ordinario.

A dimostrazione di tutto questo alcuni esempi pratici:

  1. spediamo una busta semplice con servizio posta4 (la vecchia prioritaria – solo un po’ più lenta e un po’ più cara) e una busta con servizio posta1 entrambe regolarmente affrancate (€ 0,95 e € 2,80 – primo porto) evitando di farle timbrare dall’ufficio postale accettante (come è corretto che sia): quando la riceveremo, troveremo apposto su entrambe le buste il timbro del centro di smistamento accettante che si sarà occupato di annullare i valori postali dell’affrancatura. Si prevede già infatti presso i centri di smistamento che tali buste, spedite con tali servizi, debbano essere annullate (qualora siano affrancate) e infatti sono gestite nello stesso “canale”.
  2. spediamo una busta “posta4” e una busta “posta1” regolarmente affrancate e, a riprova, facciamole timbrare preventivamente dall’ufficio postale accettante: quando la riceveremo, troveremo apposto sulla busta anche il timbro del centro di smistamento che si andrà a sovrapporre al primo. Infatti il centro di smistamento, pur riconoscendo i francobolli, non si aspetta di trovare tali valori postali già obliterati e se ne occupa comunque, essendo un suo compito. Il tutto ovviamente avviene in modo completamente automatizzato, con timbri meccanici, lettori ottici e altri sistemi che ora tralascio.
  3. spediamo una raccomandata o un’assicurata in modo regolare: l’ufficio postale accettante andrà ad annullare con il proprio guller di zona tutti i valori postali impiegati per l’affrancatura ed inserirà le buste in apposite scatole per la spedizione massiva della posta al centro di smistamento; scatole ben distinte da quelle atte a contenere buste di tipo posta 1 e posta4 (queste ultime due assieme nel medesimo contenitore): riceveremo le nostre buste unicamente con annullo dell’ufficio del mittente, senza ulteriori timbri da parte dei centri di smistamento. Potremmo eventualmente trovare a tergo, ma anche a fronte, timbro guller dell’ufficio di destinazione (ma non sempre). Questo perchè i centri di smistamento NON si occupano di obliterare raccomandate, assicurate e pacchi ordinari, nè tantomeno sono attrezzati per farlo, nel “canale” che prevede la gestione di questi servizi.
  4. spediamo una raccomandata o un’assicurata evitando (per verifica del caso) che l’ufficio accettante non obliteri come dovrebbe i valori postali (ad esempio una dimenticanza): riceveremo la nostra busta non obliterata, a meno che l’ufficio di destinazione, accorgendosi della mancanza, si preoccupi di annullare i francobolli, supplendo alla mancanza dei colleghi (una svista più capitare). Per certo non troveremo mai i nostri francobolli annullati con timbro meccanico del centro di smistamento, per il motivo spiegato al punto III.

Quattro semplici esempi per chiarire un aspetto fondamentale della posta1: ossia che l’ufficio postale accettante non timbra i francobolli usati per l’affrancatura, ma gestisce la busta spedita con tale servizio al pari di una semplice lettera non raccomandata. L’ufficio accettante dovrà semplicemente inserire tutte le buste di tipo posta1 e posta4 nel medesimo contenitore e spedire al centro di smistamento, sia per l’obliterazione, sia per la conegna.

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Quindi, per concludere, le buste regolarmente viaggiate con servizio posta1 si riconoscono dall’annullo postale del centro di smistamento, solitamente meccanico e non fatto a mano con guller, oltre che dalla serie di barrette verticali generalmente presenti a fronte della busta in basso. Si potrebbero riconoscere anche verificando l’esito del recapito delle stesse al civico attraverso la verifica della consegna con il servizio di Tracking On Line di Poste Italiane: peccato che già dal giorno immediatamente successivo al lanco del nuovo servizio pare siano sorti grossi problemi e disservizi in tal senso: la maggior parte dei portalettere non è stata informata correttamente su come agire in tal senso e oggi quasi tutte le buste spedite il 1 ottobre con posta1 e puntualmente recapitate, non risultano ancora consegnate. Questo problema andrà risolto al più presto da parte delle Poste, sia per le nuove spedizioni, sia per quelle già avvenute, dato che il plusvalore pagato dai clienti proprio per poter usufruire di una tale verifica altrimenti sarebbe stato versato inutilmente. Ma noi siamo fiduciosi e attendiamo i primi giorni della prossima settimana e, come sempre, restiamo ad osservare 🙂

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Tariffe vecchie e nuove e nuovi servizi postali

Eccoci di nuovo a un appuntamento imperdibile per chi, come il sottoscritto, si diletta a creare oggetti di storia postale moderna. Sarete certamente al corrente che ieri 1 ottobre è stata una giornata da non trascurare assolutamente. Proprio ieri la tariffa di primo porto della posta ordinaria (che prende il nome di servizio “posta4”) è passata da € 0,80 ad € 0,95 (secondo porto da € 2,1 a € 2,55 … ). Come lasciarsi sfuggire una simile opportunità di realizzare certe buste create ad-hoc per l’occasione? Colta la palla al balzo, ecco pronte alcune prioritarie con tanto di vignetta descrittiva sulla sinistra regolarmente affrancate con il nuovo valore della serie “Posta Italiana” da € 0,95 e viaggiate proprio il primo giorno d’uso della nuova tariffa. Non volendo trascurare neppure il secondo porto da € 2,55 abbiamo realizzato qualche busta affrancata per l’occasione con un valore da € 0,95 e due valori da € 0,80.

E nel mentre che stampavo le vignette per le buste destinate a viaggiare il primo di ottobre, mi sono detto: “non possiamo certamente trascurare neppure l’ultimo giorno d’uso della vecchia tariffa da € 0,80” Ed ecco preparate e regolarmente viaggiate il 30 settembre 2015 un certo numero di prioritarie con affrancatura di primo porto per l’Italia.

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Tutto molto divertente. Oggetti interessanti sia dal punto di vista collezionistico, sia a testimonianza di un evento strettamente legato alla Storia Postale del nostro Paese. E vi devo ancora raccontare la vera chicca del giorno!

Poste Italiane ieri 1 ottobre 2015 ha presentato ufficialmente il nuovo servizio di spedizione denominato “Posta1“. Si tratta di una vera e propria novità postale sotto più aspetti. Da ieri è infatti possibile spedire lettere e oggetti con posta prioritaria al costo di € 2,80 (fino a 100 grammi – primo porto). Tale sovrapprezzo si giustifica nella possibilità di applicare una speciale targhetta sulla busta riportante un codice che permetterà al mittente di essere informato sull’avvenuta consegna al numero civico da parte del postino. Da non confondersi con la normale Raccomandata o Raccomandata1. Infatti tale etichetta/codice non consente una vera e propria tracciatura del plico, bensì fornisce solamente l’informazione di avvenuto recapito. Ciò significa che il postino non deve trovare necessariamente il destinatario di persona affinchè firmi e ritiri la busta: sarà sufficiente per il postino lasciare la busta nella cassetta delle lettere del destinatario, registrando con l’apposito scanner l’avvenuto recapito. E’ un po’ una via di mezzo tra una semplice prioritaria e una raccomandata: qualche garanzia in più rispetto alla posta semplice; decisamente molte meno garanzie rispetto a una raccomandata (che prevede la firma del destinatario e va pertanto consegnata alla persona fisica).
Sempre ieri primo ottobre Poste Italiane ha emesso 4 valori postali appartenenti alla bella serie “Leonardesca“. Per la prima volta tali francobolli non riportano il valore in euro, bensì una sigla che, oltre a corrispondere ad uno specifico importo, ne suggerisce l’uso (bada bene: non vincolante) per determinati servizi. Ed ecco infatti comparire il primo valore con sigla “A” di € 2,80 e pertanto indicato per affrancare lettere e plichi spediti con “Posta1” di primo porto. Con grande entusiasmo e frenesia, lavorando sul filo dei minuti, siamo riusciti a realizzare per tempo alcune buste davvero speciali affrancate con la Leonardesca A, applicando su ciascuna busta la nuova etichetta “posta1”, con descrittivo a tema sulla sinistra e … regolarmente viaggiate proprio in data 1 ottobre 2015, ovvero primo giorno di validità del nuovo servizio postale e allo stesso tempo primo giorno d’uso del suddetto francobollo!

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E’ un gioco; è divertente; è altresì emozionante quando poi ci si vedono recapitare con puntualità tutte (o quasi) le buste. A mio parere, tutte queste buste sono fin da oggi 2 ottobre oggetti di una certa importanza storico-postale in quanto regolarmente viaggiate in tariffa in una data importante, con timbro autentico del centro di smistamento di Milano Borromeo. Fra qualche anno acquisiranno valore oppure non interesseranno più a nessuno? Diverranno pezzi da museo, oppure finiranno in qualche albumetto assieme ad altri oggetti comuni, ignorate dai più? Chi lo sa … chi può dirlo … Di sicuro ancora una volta mi sono divertito un sacco, anche se a discapito di coloro che da ieri si sono ritrovati per l’ennesima volta le tariffe postali lievitate e non di poco!

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La mia prima uscita con il Metal Detector

Buongiorno, amici collezionisti e non solo. Come molti di voi già sapranno, il nocciolo della questione è sempre lo stesso: divertirsi! Come primo importante passo alcuni anni fa decisi di trasformare ciò che per me era un semplice hobby in una attività in piena regola: azienda che oggi, a distanza di soli 4 anni, offre grandissime soddisfazioni ed è in continua crescita. D’altro canto il collezionismo porta inevitabilmente ad una vita sedentaria, mentre il sottoscritto necessita troppo spesso di “sane e buone boccate d’aria fresca”. Una passeggiata fà sempre piacere … il nuoto con la mitica squadra Master Baldesio è uno spasso e il fisico ne beneficia ad ogni allenamento … ma mancava sempre quel “qualcosa in più” che riuscisse a chiudere positivamente il quadretto della mia “settimana tipo”.

Garrett_AT-Pro_WillyGià da un paio di anni bazzico su siti, forum e blog inerenti la ricerca con Metal Detector. Si sono poi aggiunti alla TV alcuni programmi decisamente simpatici in cui un team di ricercatori intraprende brevi ma proficue avventure, spesso corollate da ritrovamenti interessanti. Ho guardato attentamente ore ed ore di tutorial in rete sull’argomento, ho letto articoli di presentazione di Metal Detector, di accessori, di strumenti … Nel frattempo quasi due anni sono trascorsi, ma finalmente ecco conclusa la prima fase del nuovo progetto che ho in mente di realizzare a breve.

Il 25 febbraio scorso ricevo il mio primo Metal Detector: un Garrett AT-Pro International. Articolo decisamente performante e assai interessante dal punto di vista dei settaggi e delle funzioni. Non mi dilungo in specifiche e funzionamento, dal momento che in rete sono altri i posti in cui approfondire l’argomento (vedi AMDTT). Assieme al M.D. l’ottimo MacroPointer, la vanga Draper in acciaio temperato, una paletta di plastica dura e la comoda borsa Camo della Garrett in omaggio con l’acquisto del M.D. L’assemblaggio del M.D. è stato semplice e veloce. Qualche difficoltà nell’inserimento dello spinotto delle cuffie … ma nulla di che.

Sabato 28 febbraio 2015 – Prima Uscita – Prima Esperienza

Avrei voluto pubblicare questo articolo già ieri, ma francamente ero talmente disfatto che dopo soli 30 minuti dal mio rientro in casa sono sprofondato nel divano (esatto, non “sul” ma addirittura “nel” divano) e ho dovuto rimandare a questa mattina.

Garrett_AT-Pro_05Le prime zone da spazzolare erano già state segnate sulla mappa da tempo. Non si tratta di aree importanti dal punto di vista della ricerca: semplicemente zone ampie e libere in cui è possibile praticare la ricerca senza alcun problema. Inoltre la consistenza del terreno è tale da permettere lo scavo senza fatica alcuna. Per tenere traccia del percorso effettuato ho impiegato l’ultilissima APP “My Tracks” di Google la quale, unitamente a connessione Internet e GPS integrato del Galaxy Note 3, settati i parametri al massimo dettaglio, garantisce una risoluzione reale prossima al metro! Ma veniamo a noi e  a questa prima avventura da ricercatore. Parto in auto con tutto quanto a corredo: Metal Detector con Cuffie già connesse, MakroPointer, Vanga, Paletta, Gambali, Sacca Camo e borsine varie … Giunto sul posto, parcheggio, indosso i gambali, afferro l’attrezzatura e dopo poche decine di metri parto con la mia prima spazzolata. Confesso di essere un po’ emozionato: la prima volta non sai se dopo i primi metri troverai un tesoro o cosa … pensi che la terra sia tanta … e che è statisticamente assai probabile che ovunque andrai troverai qualcosa di bello e di unico, perchè non può capitare altrimenti! E’ la prima volta che impugno l’AT-Pro ma ho visto talmente tanti video che è come se lo conoscessi da sempre 🙂 Lo setto in modalità Pro – Zero portando la discriminazione del ferro a 30 e via che si comincia!

Comincio a spazzolare a sinistra e a destra ordinatamente e metodicamente, in modo da coprire quanto più terreno possibile ad ogni passo. Mi fermo per un secondo, senza aver percepito alcun suono, guardo per terra e trovo una monetina di rame da 2 centesimi! Senza aver usato l’AT-Pro e senza neppure scavare … e che cacchio! 🙂 All’inizio qualche rumore di fondo disturba, ma grazie allla funzione “Ground Balance” risolvo immediatamente. Ottima cosa davvero! Passeggio e spazzolo … spazzolo e avanzo … eppure ogni qualche passo il M.D. sembra indicare la presenza di qualcosa di interessante sulla sinistra. Provo a ripassare la piastra più e più volte, ma niente. Proseguo e ancora lo stesso segnale che indica la presenza di un corpo metallico non piccolo … ci sono voluti dieci minuti buoni per capire che la vanga va portata un po’ spostata indietro, evitando che si avvicini alla piastra durante le operazioni di ricerca 🙂 Tutta esperienza, giusto? Svelato l’arcano, da questo momento la ricerca prosegue fluida e veloce. La zona non è affatto delle migliori: la presenza di immondizia, tappi e ferraglia di vario tipo a volte inganna, ma le ottime cuffie e l’audio multi-tono e multi volume dell’AT-Pro in questo aiuta moltissimo. Infatti, dopo diversi minuti ecco il primo suono nitido, pulito, forte e acuto! Un sobbalzo. Ripasso, ma il suono resta l’ottimo MD_20150228_01suono di prima! Mi sa tanto che questa volta ci siamo! C’è da scavare. Pensate che sia una cosa pratica? Allora, provate ad iniziare con una mano, mentre con l’altra tenete il M.D. … ma il risultato è deludente. Allora decidete di appoggiare lo strumento per terra, ma le cuffie lo trattengono 🙂 Quindi togliete le cuffie, le appoggiate al M.D. e il tutto per terra, cercando un ciuffo d’erba per evitare di inzozzare l’impugnatura. Procedete con lo scavo di circa 20 cm, estraete il PinPointer e verificate: suona che è un piacere, ma l’oggetto misterioso (ID 72/73 fisso) è ancora sommerso. Scavo ancora un po’ ed allargo leggermente la buca … sondo il terreno più volte con il PP (PinPointer) ed ecco comparire il primo argento! E non è affatto piccolo! Uso la paletta per estrarlo, pensando di essermi già ripagato almeno in parte, dopo soli 15 minuti, lo strumento. Purtroppo ciò che credevo all’origine un pezzo d’argento riportava su di un lato la scritta “Becks” 🙂 Un’ottima lattina di birra schiacciata sotto 20 cm. di terra. Recupero la spazzatura, ricopro la buca pressando il tereno con un piede e proseguo. Poco più avanti in una radura una struttura di legno mi incuriosisce: assomiglia ad un’altalena, ma mi piace pensare che si tratti di una trincea della Grande Guerra. Attorno ad essa molti falsi segnali: probabilmente tappi di bottaglia o quant’altro l’umana zozzeria abbia scelto deliberatamente di lasciare nell’ambiente circostante. Tutto tranne un segnale ancora una volta acceso, pulito e abbastanza forte. Scavo, sposto la zolla di terra, cerco e questa volta ecco la mia prima moneta. Il colore è oro … oro vivo e acceso! Forse la scritta ” 50 euro cent” potrebbe trarre in inganno, ma noi continuiamo a credere che si tratti di oro 🙂 Durante tutta questa avventura saranno ben due le “monete d’oro” rinvenute, per un valore stimato esatto pari ad un euro 🙂

MD_20150228_02Il percorso prosegue lungo un argine dove in prossimità di una panca il M.D. indica la presenza di un oggetto assai curioso: bisogna indagare! Qualcuno mi insegnò che ” se sei in dubbio e il terreno lo permette … allora scava!”. Il terreno è decisamente meno “amico” di prima … scavare non è cosa semplice e richiede sicuramente l’uso di entrambe le braccia. La stessa ricerca è stata ostica: si trattava di un oggetto di piccole dimensioni ad una certa pirofondità (più di 20 cm) e ben mascherato da strati di terriccio. Ma ancora una volta il PP è stato utilissimo. Grande la sorpresa quando, spostati alcuni strati di terra, scopro con grande meraviglia di aver rinvenuto il mio primo gioiello! A un primo sguardo non esperto si potrebbe trattare di un antico monile in argento con incastonate pietre preziose. Ma una successiva perizia lo identificherà come bigiotteria da sorpresine Kinder 🙂

MD_20150228_03L’avventura prosegue. Sono trascorse più di due ore e le mie braccia, allenate per il nuoto, evidentemente sono assai carenti di muscoli ed energia per le spazzolate all’aria aperta. Lo strumento è leggero e maneggevole, ma dopo più di due ore si fa sentire. I cambi tra mano destra e mano sinistra sono sempre più frequenti, ma la ricerca continua. Mi soffermo attorno ad una nuova curiosa struttura in parte di legno e in parte di cemento. Sembrerebbe una torre di vedetta … ed è proprio qui che trovo la mia seconda “moneta d’oro” (50 cent.). Grandissima soddisfazione che per un attimo mi fa dimenticare la fatica fisica.

La giornata termina con un ultimo ritrovamento: un oggetto metallico questa volta ignoto che lascerò identificare ai più esperti. In tutto sono stati percorsi ben 4 Km in circa 4 ore di spazzolate. E’ stata in assoluto la mia prima esperienza da ricercatore e molto è servita al fine di ottimizzare le prossime uscite. Per i neo detectoristi come me, se pur profondamente navigato a suon di YouTube e Forum e Blog, ecco i miei primi consigli, accortezze e suggerimenti che spero vi torneranno utili nelle vostre prime uscite:

  • La scelta del metal detector: è fondamentale un buono strumento che consenta la discriminazione su scala e soprattutto il multi tono. Se esistessero campi in cui sono sepolte solamente monete d’argento, probabilmente un Garrett AT-150 sarebbe più che sufficiente, ma siccome la realtà è ben diversa, se non volete scavare buche all’impazzata, ma solamente quando serve e ne vale davvero la pena (o quasi), allora scegliete con criterio. L’uso delle cuffie è pressochè indispensabile in quanto isolano in parte dall’esterno e ci rendono decisamente più concentrati sul minimo suono. Col tempo – è proprio vero – la “voce” del nostro metal detector diventa sempre più familiare ed impariamo ad ascoltarlo nel modo giusto 😉
  • PinPointer: su consiglio dell’amico Stefano di GarrettItaliana.com ho scelto il MakroPointer, anzichè farmi catturare dalla pubblicità Garrett. Beninteso, il mio Metal Detector è un Garrett e la Garrett come azienda è più che ottima, ma ci sono anche altre opzioni di acquisto e a volte non è detto che l’articolo più costoso sia realmente il più performante. Ho acquistato un PinPointer dalle molteplici funzioni, simile al Garrett ProPointer AT ma leggermente più sensibile e soprattutto con un corredo di accessori utilissimi e di tutto rispetto! Da vedere anche il video comparativo di Garrett Italiana rispetto ad altri PP: desicamente sensibile.
  • La vanga dovrebbe essere di lunghezza complessiva non inferiore a un metro. La Draper da me scelta e acquistata è lunga solamente 78 cm: leggerissima , comoda e molto resistente, ma un po’ corta se usata anche come “bastone da appoggio” durante il percorso. 20 cm in più non avrebbero guastato.
  • Paletta da scavo: ho visto in rete articoli Garrett e di altre marche da 30/40 euro in su. Allora … l’uso della paletta da scavo in questa mia prima esperienza è risultato secondario (su 12/15 buche l’ho usata una sola volta). Una buona paletta di plastica rigida e resistente da 5 euro a mio avviso è risultata più che ottima. L’acciaio è molto resistente, ma anche decisamente più pensante: con la paletta non dovrete forzare il terreno e di plastica è molto più leggera e maneggevole. Cercate “trapiantatore” su Amazon e il gioco è fatto!
  • Borsine varie ed eventuali: oltre alle sacchette / borsine in cui riporre eventuale immondizia recuperata e possibilmente oggetti interessanti, valutate anche che al vostro ritorno in auto il M.D. così come il PP, la vanga, la paletta e gli stivali non saranno esattamente lindi e pinti come quando siete partiti da casa. Piuttosto un generoso strato di terriccio, fango e sabbia li ricopriranno. Pertanto pensate anche di portare con voi, magari lasciandole in auto, alcune borsine extra in cui riporre stivali e attrezzi al vostro ritorno (per poi pulirli a casa) e con cui ricoprire la piastra del M.D. prima di riporlo in auto.
  • Il MakroPointer è dotato anche di un comodissimo porta PP da fissare a qualunque cintura. Però … credo sia più pratico aggiungere un moschettone e lasciarlo un po’ più libero, in modo che sia più agevole da prendere e da riporre. Ogni volta che usate il PinPointer ovviamente si sporca di terra. Riponendolo poi nella sua custodia appesa alla cintura si sporcherà anch’essa di terra. Giunti a casa, però, la pulizia di entrambi sotto l’acqua corrente è operazione velocissima e pratica.
  • Tutti gli oggetti che recuperate, siano essi monete, monili, attrezzi, militaria … sono ricoperti di terra: potrete sgrossarli, ma resteranno zozzi fino a casa. La sacca Camo è proprio bellina, ma una piccola sacchetta di cellophane da riporvi all’interno forse sarebbe indicata.
  • App “My Tracks” di Google: se avete la possibilità di portare con voi uno smartphone Android con GPS integrato e connessione ad internet sempre attiva, vi raccomando l’uso di questa utilissima applicazione. Non dovete fare altro che avviarla alla partenza, disattivandola poi al ritorno in auto. Personalmente non ho mai estratto lo smartphone dal marsupio durante le quattro ore di ricerca. Giunto a casa, è stata una graditissima sorpresa scoprire quanto bene aveva lavorato, fornendomi indicazioni precise su tutto il percorso fatto, con la possibilità, oltretutto, di indicare all’occorrenza luogo preciso di eventuali ritrovamenti importanti! Il tutto poi sincronizzabile con Google Maps ed esportabile su Google Earth: provare per credere!
  • Aree di ricerca: siamo alla mia prima spazzolata e, pur consapevole del rischio di non trovare nulla di interessante, ho scelto una zona a me familiare, sia per testare l’attrezzatura nel suo insieme, sia per rendermi effettivamente conto di che cosa significasse davvero cercare metalli con l’ausilio di un Metal Detector. D’altro canto, la scelta mirata di zone ed aree da dedicare alla ricerca è fondamentale. Non pensiate che, semplicemente macinando chilometri su chilometri, è statisticamente molto probabile che troverete oggetti di interesse. Se la zona è per così dire neutra, ne potrete anche fare di strada, ma vi assicuro che il vostro strumento difficilmente farà anche semplicemente “beep” se non per indicarvi la presenza di qualche ottima lattina di Becks o qualche “antico e raro” tappo di bottiglia. Ora, diciamo subito che spazzolando attorno a punti frequentati da gente (tavolini da pic-nic, altalene, giostre, belvedere …) è probabile rinvenire monete correnti (euro, lire …) o piccoli gioielli smarriti. Allo stesso tempo però i falsi segnali saranno non pochi a causa della presenza di immondizia di tutti i tipi Pertanto, o scavate 100 buche per qualche spicciolo e un orecchino di bigiotteria, oppure vi dedicate ad altro, pianificando la vostra giornata, con certamente maggiori soddisfazioni e sicuramente meno fatica. Vi basti pensare, ad esempio, che scegliendo come target un campo in cui decenni fa si accampò un esercito, la vostra giornata di ricerca sarebbe fatta di pochi e soli “beep” degni di nota: molto probabilmente ad ogni scavo corrisponderà un oggetto ritrovato di sicuro interesse! Tutt’altra musica!
  • In due è meglio: se pensate di scandagliare 50 metri quadrati di terreno, fatelo pure da soli: tutti i ritrovamenti saranno vostri! Ma se avete da sondare un campo, oppure chilometri di pista … beh … fatelo almeno in due! La terra è tanta, signori miei, e anche con tutto l’impegno che vorrete dedicarci, non riuscirete mai a sondare con cura ogni metro quadrato … se siete almeno in due avrete modo di far passare con maggiore cura un’intera area, magari con l’accordo, in fiducia, di dividere a fine giornata il bottino, oppure semplicemente il ricavato dalla vendita dello stesso! E’ vero che in caso di ritrovamenti di valore si guadagnerebbe la metà, ma è altresì vero che le probabilità di scovare qualcosa saranno doppie (o triple). Inoltre, in caso di incontri con altre persone, oppure con forze dell’ordine, in due ci si testimona reciprocamente 😉
  • Incontri fortuiti: solamente 4 ore, ma ben 5 incontri con persone che si trovavano tutte quante a “passeggiare proprio di lì” 🙂 Tutte estremamente curiose e interessate al mio operato. Nessun richiamo, nessuna discussione. Di base sono abituato a salutare sorridendo: probabilmente in futuro capiteranno anche incontri meno graditi … ma che sia proprio questo il “segreto”? In fondo il nostro hobby suscita di per sè una certa curiosità: non si vede tutti i giorni un Garrett AT-Pro in azione!

Per concludere, ieri 28 febbraio è stata una giornata splendida, entusiasmante, istruttiva, ma anche fisicamente impegnativa e a volte faticosa. Spazzolare significa muovere continuativamente uno strumento non propriamente leggero a sinistra e a destra, cercando di mantenere la piastra orizzontale, parallela al suolo. Il Garrett AT-Pro è leggero al pari di altri M.D. ma se non siete allenati diciamo che potrete “godere di questa leggerezza” al massimo per le prime due ore. Poi il peso si farà sicuramente sentire. Oggi è domenica mattina e le braccia sono ancora indolenzite. Un po’ come quando andate in palestra dopo due settimane di assenteismo: tornate stanchi nel pomeriggio e la sera poi non riuscite più a muovere un solo muscolo a causa dell’acido lattico! Ecco anche il motivo per il quale sto scrivendo solamente ora questo articolo!

Che dire: finalmente ho rotto il ghiaccio! Ora so cosa vuole dire “ricerca con il Metal Detector” e so anche come migliorare e ottimizzare la mia prossima avventura che sicuramente non tarderà a venire. Ringrazio ufficialmente:

  • il rivenditore ufficiale per l’Italia www.garrettitaliana.com perchè ancora una volta l’amico Stefano, in barba agli altri rivenditori ufficiali mi ha proposto (per la terza volta) il Garrett AT-Pro Internetional al 20% in meno rispetto a tutti gli altri rivenditori ufficiali. Consegna in meno di 24 ore con corriere espresso, materiale nuovo, perfetto, in confezione originale sigillata, con tanto di garanzia e regolare fattura di acquisto. Un consiglio: decidete di acquistare un metal detector: fatevi fare un preventivo chiaro e trasparente per il solo strumento da più fornitori: solo così potrete valutare in modo corretto la migliore offerta di mercato. Non fatevi abbindolare da Kit che, se analizzati, alla fine dei conti risultano decisamente meno convenienti della somma dei singoli articoli!
  • l’Amico Leonardo (bodhi3) di www.amdtt.it perchè il suo portale offre recensioni, approfondimenti e comparative di moltissimi strumenti di tutte le marche. Non ha interessi economici di sorta ed è assolutamente attendibile, permettendoci di scegliere in base alle nostre esigenze lo strumento a noi più indicato.
  • il forum Metal Detector per Tutti: ci sarebbe così tanto da scrivere su questo forum … primo in Italia sull’argomento, oggi 1 marzo 2015 vanta 15.344 iscritti, 83.643 discussioni e oltre un milione di messaggi! La struttura organizzata in categorie, un regolamento chiaro, la presenza costante di moderatori attivi su tutti i fronti, rendono l’ambiente un must per tutti i metaldetectoristi, siano essi hobbisti o professionisti del mestiere.

Per chi già mi conosce, immaginerete che per il sottoscritto questo sia solamente l’inizio di una nuova entusiasmante avventura. Come darvi torto? 🙂 Vi anticipo che sto già covando un progetto niente male: questa volta coinvolgerà altre figure ed altri personaggi, allo scopo di dare vita a qualcosa di nuovo, originale, interessante, ma soprattutto divertente! Buona spazzolata a tutti!

con simpatia …

Willy da Cremona

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