Il Mondo Antediluviano

Come iniziare una nuova collezione di figurine Liebig

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In questi venti anni di collezionismo di cromolitografie Liebig ho avuto il piacere ed il privilegio di conoscere persone davvero esperte, persone la cui passione vera li ha portati in molti anni di ricerche, acquisti, scambi e studi a realizzare collezioni davvero importanti ed affascinanti, oltre che di pregio. Solamente pochi anni fa ricordo che andavo così orgoglioso delle mie 150 serie di figurine Liebig Italiane: qualcuna con piccoli difetti, altre addirittura di più di conquant’anni fa! Per me era un vero successo e motivo di grande entusiasmo, oltre che di orgoglio. Ricordo che sognavo di completare tutto il periodo delle italiane dalla Seconda Guerra Mondiale in avanti. Certo si parlava di circa 240 serie italiane in tutto, ma per me era un obiettivo da raggiungere. Avevo già acquistato da tempo il Catalogo Sanguinetti e solo timidamente retrocedevo con la fantasia fino ai primi del ’900 sognando di poter ammirare a casa, prima o poi, una di quelle serie ai miei occhi tanto antiche! Appassionato quale ero di natura e di scienza, mi colpivano particolarmente le serie a tema, come la 1476 “Coleotteri Terrestri” con splendide riproduzioni di scarabei e necrofori, oppure la 1457 “Industria del formaggio” con tutte le fasi di lavorazione descritte minuziosamente; per non parlare della 1492 e della 1493 dedicate ai funghi velenosi e commestibili. E pensare che di sole serie italiane ce ne erano oltre milletrecento! Sicuramente numerazioni basse, come ad esempio la 959 del 1909 dedicata alle ferrovie, oppure ancora la 760 del 1904 dedicata alla produzione del burro e via discorrendo sarebbero rimaste una realtà solamente nei miei sogni … Pensate che esistevano serie di figurine Liebig addirittura antecedenti il 1900! Incredibile pensare di poter sfogliare figurine stampate con tecniche cromolitografiche oltre 120 anni fa! Eppure, il tempo scorre in fretta e spesso la passione e la voglia di fare sono un motore così potente che, senza neppure accorgercene, eccoci qua a sfogliare una splendida collezione di figurine Liebig sia Italiane che straniere in grado di spaziare dal lontano 1873 fino ad arrivare al 1974. Oltre un secolo di figurine, quasi cent’anni di storia e di scoperte… mi vengono i brividi alla sola idea!

Ma veniamo a noi. L’affascinante mondo delle figurine Liebig è definibile, a mio avviso, una collezione antica e moderna: antica perchè, come ben sapete, ha avuto inizio nel lontanissimo 1872 in Francia (e a voler essere pignoli, anche molto prima); moderna in quanto sfogliando un album di figurine Liebig, la varietà dei temi trattati e la vastità degli argomenti in esse contenuti la rendono tutt’oggi una collezione affascinante, divertente e capace di entusiasmare grandi e piccini. Talvolta ricevo telefonate da persone desiderose di iniziare da zero a collezionare serie di figurine Liebig, ma si trovano dinanzi un mondo talmente vasto da rimanerne talvolta disorientati. A mio avviso, proprio grazie alla complessità di questa raccolta, i modi per iniziare da principio una collezione potrebbero essere equiparati ad una collezione di francobolli. Catalogo e numerazione Sanguinetti alla mano, si potrebbe iniziare ad acquistare qua e là serie poco costose, cercando poi, poco alla volta, di chiudere le mancanze e via discorrendo. Oppure, prediligendo una tematica, ad esempio la storia oppure la natura, si potrebbe iniziare la raccolta di tutte le serie inerenti certi argomenti. Resta il fatto che, imboccando all’inizio una strada o l’altra, arriveremo prima o poi al medesimo punto, ossia al desiderio di completare, almeno parzialmente, la nostra collezione, aggiungendo le serie mancanti.

Per quanto mi riguarda, e proponendo allo stesso tempo quella che (in parte) è stata la mia esperienza, ecco cosa mi sento di suggerire a chi ha il desiderio oggi di iniziare a collezionare Liebig. Si tratta, a mio avviso, di affrontare più fasi: tutte egualmente entusiasmanti, anche se per certi aspetti differenti fra loro.

FASE 1: l’inizio

Per cominciare dobbiamo documentarci un minimo sulla storia e sullo sviluppo delle figurine Liebig. Non si tratta di leggere e studiare testi impegnativi. Sarà sufficiente una scorsa veloce a Wikipedia oppure al precedente articolo da me scritto su questo portale (che poi sono la medesima cosa :-) ) L’acquisto di un catalogo a mio avviso è pressoché indispensabile. Il Sanguinetti, grazie alla numerazione riconosciuta in tutta Europa, resta in assoluto un must in questo settore. Anche l’Unificato è ben realizzato e presenta elementi aggiuntivi importanti; peccato però che la numerazione non coincida con il Sanguinetti (e per questo resta un po’ snobbato). Unitamnte al catalogo Sanguinetti va acquistato anche l’ultimo Listino Prezzi Sanguinetti, proprio per incominciare a farci un’idea dei prezzi di catalogo di ciascuna serie. Tenete a mente che tali prezzi sono puramente indicativi. Una serie di figurine può costare 1 solo euro, come può chiudersi a un’asta a oltre mille euro e non è detto che si tratti di una serie antica! Ma non voglio confondervi: di questo parleremo più avanti. Il miglior modo per conservare le figurine Liebig non è affatto negli album originali d’epoca: si tratta di oggetti decisamente affascinanti e ottimamente realizzati, ma che purtroppo hanno il brutto vizio di impressionare a lungo andare gli angolini di ciascuna figurina. La soluzione migliore è offerta dalle note cartelle a ganci unitamente ai fogli mobili trasparenti, con orientamento orizzontale o verticale, dipendentemente dalla serie che vi andremo ad inserire. Ricapitolando: ci siamo informati e documentati, abbiamo acquistato il catalogo ed il listino prezzi Sanguinetti, siamo venuti in possesso di una o più cartelle con i rispettivi fogli trasparenti … A questo punto non manca altro che concludere il nostro primo acquisto di figurine Liebig! Un consiglio? Partite dal fondo e concentratevi solo sulle Italiane per il momento. Sì, iniziate ad acquistare serie Liebig ITA a partire dalla n°1871 del 1974 via via retrocedendo, vuoi per annate, vuoi per gruppi. Tenete presente che le ultime serie sono anche le più comuni e di conseguenza le meno care! Questo significa che con poca spesa fin da subito potrete entrare in possesso di cento o anche duecento serie di figurine Liebig tutte italiane e montare, in men che non si dica, una bella collezione costituita già da 3, 4 o 5 cartelle da 40 serie ciascuna. Una bella soddisfazione per chi inizia da zero. In questo modo, salvo alcune eccezioni, potrete risalire fin circa agli anni ’30 con diverse centinaia di serie italiane. Ad un certo punto, però vi renderete voi stessi conto di due aspetti che, inevitabilmente, inizieranno a farsi sentire e, anche, a pesare un po’. Innanzitutto la proporzione tra soldi spesi e numero di serie acquistate, man mano che ci si allontana dalla fine, tenderà sempre più a sbilanciarsi verso la prima voce: in pratica, con la stessa cifra spesa otterrete sempre meno serie di fugurine, in quanto più costose. Il secondo aspetto riguarda la reperibilità: sebbene non siamo ancora entrati in una zona off-limit per i profani del collezionismo di Liebig, vi renderete conto che certe serie non sono poi così facili da trovare rispetto ad altre. Non pensate però che questo possa essere motivo di frustrazione. Tutt’altro! La ricerca e, talvolta, il ritrovamento di una serie mancante, o il completamento di una serie antica, sapranno regalarvi massime soddisfazioni. Certo, soddisfazioni che solo un vero collezionista sa apprezzare. Direi che la nostra gavetta ce la siamo fatta e siamo pronti per entrare nella seconda fase.

FASE 2: il completamento

Siamo già in posssesso di una bella collezione di serie di figurine Italiane, ad esempio dalla n°1412 “Abitazioni Preistoriche Fortificate” del 1940 fino alla n°1871 “Uniformologia Antica II” del 1974. Possediamo circa 250 serie Italiane: sono praticamente tutte, ad eccezione di quelle più care e delle straniere che, per il momento, abbiamo scelto di trascurare. In questa seconda fase potremmo scegliere di completare tutte le numerazioni rimanenti, aggiungendo, sempre con poca spesa, tutte le straniere ove l’edizione Italiana non esiste. Io stesso, all’inizio, pensavo di potermi dedicare esclusivamente alle Italiane, non conoscendo il francese ed il tedesco. Eppure io stesso mi sono reso conto che, ad esempio, era troppa la curiosità di poter sfogliare anche le serie dalla n°1544 alla n°1551, presenti solamente in edizione Belga e Fiamminga. Oppure, appassionato come sono di natura, era troppa la curiosità anche solo di sfogliare le serie numero 1620 1621 e 1622 dedicate rispettivamente agli Orsi, ai Pappagalli e alle Dune. Inoltre, consultare le pagine di una delle mie cartelle e dover saltare dalla 1700 alla 1706 senza sapere cosa ci potesse essere in mezzo aveva iniziato a darmi la strana impressione di aver realizzato una collezione per certi aspetti “monca”. Senza voler arrivare agli eccessi maniacali di alcuni collezionisti di Liebig (ne conosco qualcuno :-) ) che hanno scelto di collezionare tutte le serie in tutte le edizioni possibili (una vita forse non sarà sufficiente … ma si fa quel che si può) una valida opzione sarebbe quella di portare avanti, per gradi, le Italiane, andando a completare, ove l’edizione Italiana è inesistente, con una Francese, una Belga, una Tedesca, una Fiamminga, un’Olandese oppure una Svizzera (solitamente la più economica) in modo da creare continuità alla succesione numerica e quindi cronologica delle serie. Come la prima fase, anche questa seconda tranche prevede sicuramente spese decisamente contenute. Infatti quasi tutte le serie Belghe e Fiamminghe utili al completamento delle annate più recenti hanno costi davvero bassi, forse anche meno rispetto alle Italiane dello stesso periodo. Quindi, ancora una volta, con poca spesa avremo la possibilità di arricchire la nostra raccolta con numerose serie nuove.

FASE 3: lo sviluppo

Oramai possiamo definirci dei giovani esperti di figurine Liebig. Siamo in possesso di molte serie Italiane e straniere. Iniziamo addirittura a riconoscerne alcune. In alcuni casi sappiamo associare una certa numerazione ad una data immagine. Le prime due fasi possono considerarsi pressochè completate e se per caso qualche numero manca ancora all’appello, non sarà un problema trovarlo ed inserirlo al proprio posto all’interno di una delle nostre cartelle. Da questo momento in poi il nostro obiettivo sarà cercare di sviluppare quanto più possibile la nostra collezione. Gli ostacoli che incontreremo saranno principalmente due: il denaro e il tempo. Man mano che ci avviciniamo ai primi del ’900 i costi di ciascuna serie iniziano a salire in modo significativo. Non stiamo parlando di centinaia di euro per una sola serie (non ancora – a parte qualche eccezione) ma se prima con 100 euro (ad esempio) eravamo abituati a portarci a casa 50 o più serie di figurine, a questo punto può essere che con la stessa cifra se ne possano acquistare 10 o 20 soltanto. D’altro canto – mia opinione personale – nonostante tutte le figurine Liebig siano curate nei dettagli ed ottimamente realizzate, il fascino di una serie del 1970 è ben altra cosa rispetto a certe figurine prodotte negli anni ’30 o prima! Le stesse didascalie a tergo, man mano che andiamo indietro nel tempo, assumono toni e modi di esprimersi tipici dell’epoca in cui sono state realizzate! L’aspetto denaro è importante. Una persona con grandi disponibilità economiche sarà sicuramente più agevolata in questa fase. Eppure ci tengo a sottolineare un aspetto importante: se da un lato è vero che retrocedendo nel tempo in media il prezzo unitario di ciascuna serie aumenta, è altresì vero che non tutte le serie hanno lo stesso costo! Sviluppo significa espansione della nostra collezione. Significa iniziare a mettere mano a serie anche di cent’anni fa e oltre. Proprio per il fatto che in media il prezzo unitario è aumentato, non è più una buona scelta, a mio avviso, continuare ad acquistare per moduli, o per annate. Sentiamoci liberi di spaziare con la fantasia e con la curiosità. Il catalogo ed il listino prezzi ci saranno di grande utilità in questa fase. Sappiate infatti che se la serie 1422 “Lo Sci II” del 1942 costa 40 euro, allo stesso tempo la serie 1014 “L’Uso delle Campane” del 1911 è quotata solamente nove euro. E ancora la serie 932 “La Produzione del Fuoco” costa solamente cinque euro! Sappiate che esistono addirittura serie splendide di fine 800 che si possono acquistare anche a meno di dieci euro l’una! Tutto questo a che scopo? L’obiettivo è dare un senso ed anche maggiore importanza alla nostra collezione. Sviluppo significa impreziosire, arricchire con elementi non necessariamente rari e costosi, ma sicuramente antichi, di una certa fattura, capaci di meravigliarci, di stupirci e allo stesso tempo di non impoverirci eccessivamente! Significa anche rendere la propria raccolta il più personale possibile, aggiungendo ad essa proprio quelle serie che riescono a suscitare in noi maggiore interesse. Non scoraggiatevi se la vostra collezione in questa terza fase avrà salti, buchi e mancanze: è assolutamente normale, date le condizioni che ci vengono imposte. Vedrete che, nonostante vi manchi ancora la 1360A “900 metri sotto il mare” oppure le numero 1088, 1089 e 1098 (dati i costi spropositati, nonostante il periodo di appartenenza) tutto questo non vi turberà più di tanto, in quanto la vostra raccolta avrà già le sembianze di una importante collezione di cromolitografie Liebig che non in molti hanno la possibilità e la fortuna di sfogliare, garantendovi la presenza anche di serie antiche, che sanno di antico e di storia a 360 gradi.

FASE 4: il tamponamento

Nelle ultime righe del precedente paragrafo mi sono permesso di segnalarvi alcune serie dai prezzi decisamente spropositati, se confrontati con il costo di altre serie appartenenti al medesimo periodo. Siamo negli anni 1914/1920 e durante la Prima Guerra Mondiale alcuni fatti capitati hanno reso pressoché introvabili alcune serie del periodo proprio in edizione Italiana. E’ il caso della 1088 “Costumi della Svevia” (€ 1.150), della 1089 “Costumi e Vedute dell’Austria”(€ 1.350), della 1098 “In Palestina” (€ 1.000), della 1105 “In Tunisia” (rara – R1), della 1114 “Il Compositore Gluck” (€ 680). Ho volutamente lasciato indietro due serie sempre del medesimo periodo in quanto degne di nota. Mi riferisco sicuramente alla 1094 “Grandi Navigatori” in assoluto la più rara ed introvabile in lingua Italiana. Nonostante l’apparenza, non esiste in edizione Italiana, bensì trattasi di edizione Svizzera (con scritte in Italiano). L’edizione Francese della medesima serie ha un indice di rarità R1, quindi più basso rispetto all’edizione Svizzera, ma pur sempre difficilissima da reperire. L’ultima degna di nota la 1123 “Il Mondo Antediluviano”. L’ultima quotazione Sanguinetti la porta quasi alla soglia dei 300 euro ma, caso singolare, è l’unica serie relativamente recente che spesso si vende a più del valore di catalogo, in quanto sulla soglia del primo indice di rarità R1. Tutto questo per arrivare ad un concetto fondamentale, quanto ovvio. Così come nella fase 2 siamo andati ad acquistare serie in edizione straniera allo scopo di completare la collezione e riempire i vuoti lasciati dalla reale mancanza dell’edizione Italiana, allo stesso tempo è più che lecito scegliere di acquistare, ad esempio, la n°1089 “Costumi e Vedute dell’Austria” in edizione Belga o Tedesca, quotate circa 100 euro, piuttosto che affrontare una spesa di 1350 euro pur di possedere l’edizione Italiana della medesima serie. Questa operazione si definisce “tamponamento” in quanto stiamo letteralmente “tamponando” la mancanza di una serie presente in edizione Italiana ma che al momento non possiamo permetterci di acquistare (oppure semplicemente perchè ancora non ci è capitata l’occasione giusta per averla!). Solitamente si applica questa strategia con tutte le serie di fine ’800 in quanto per la maggior parte caratterizzate da prezzi di listino decisamente sostenuti in un’edizione piutosto che in un’altra. In questo modo, sempre per gradi e secondo le disponibilità economiche di ciascuno, inizieremo a riempire e completare certi periodi antichi con serie in edizioni differenti, a seconda dell’occasione, del momento, o di altri fattori, riservandoci in futuro l’opzione, ove possibile, di sostituire certe serie con la stessa, ma proprio nella nostra lingua madre. Lo stesso dicasi per l’acquisto di serie di un certo valore, magari non in perfetto stato. La quotazione di catalogo è da intendersi per figurine in ottimo stato di conservazione, anche se questo concetto è strettamente legato al periodo di appartenenza. Infatti, una figurina di fine ’800 definibile “in ottimo stato” si presenterà comunque in modo differente rispetto ad una figurina sempre “in ottimo stato” ma appartenente agli anni ’50. Così, è possibile che sceglieremo di acquistare la rara serie 1360A con qualche piccolo difetto o imperfezione, ma ad un prezzo decisamente competitivo, pur di averla in edizione Italiana, piuttosto che inserire nella nostra racolta la medesima in lingua straniera. Ci vorranno mesi o forse anni, ma ogni ocasione sarà buona per aggiungere un tassello alla collezione, oppure per migliorarla e ottimizzarla secondo le nostre esigenze e i nostri desideri.

FASE 5: l’ottimizzazione

Un amico collezionista un tempo mi disse: “Caro William, ricordati che è meglio avere una figurina brutta, piuttosto che non averla”. Parole sante! Ad un certo punto arriverete a voler acquistare serie antiche, serie anche di valore importante. Ebbene, sappiate che il prezzo di listino per la maggior parte delle serie antiche appartenenti al XIX secolo è puramente indicativo. Non esistono informazioni relative alla tiratura di una data serie ed alcune di esse sono davvero difficili da trovare ed ancor più difficilissime in ottimo stato di conservazione, con angolini perfetti, retri bianchi, bordi lisci, vignetta brillante … Non è insolito seguire un’asta di una certa serie di fine ’800 e scoprire che termina con un valore anche superiore alla quotazione stessa di catalogo. Probabilmente molti filatelisti a questo punto potrebbero sgranare gli occhi, abituati come sono a prezzi di catalogo decisamente pompati e sempre assai lontani dal reale prezzo di mercato. Non fraintendetemi: anche per le Liebig capitano spesso ottime occasioni di acquisto, ma a mio avviso sono decisamente meno frequenti e, soprattutto, più improbabili se la serie interessata risale a più di cent’anni fa e si trova in ottimo stato. Allo stesso modo, serie quotate una certa cifra, ma in stato di conservazione discreto, oppure con lievi difetti, saranno probabilmente acquistabili a prezzi ben più bassi del catalogo. In questo modo, anche se con qualche piccolo compromesso, nella precedente fase probabilmente saremo venuti in possesso di una bella serie antica, abbastanza rara e di valore elevato, quindi difficile da reperire, anche se magari con angolini leggermente arrotondati, o una pieghettina leggera. Soprattutto per le serie antiche e rare non è insolito trovare in vendita le singole figurine, piuttosto che l’intera serie, quotate ciascuna proporzionalmente. Avendo magari acquistato una bella serie n°1123 rara in buono stato, ma ad un ottimo prezzo a causa di una piega vistosa nella figurina 5, in questo modo, andando ad acquistare la sola figurina da sostituire, di nuovo con poca spesa avremo una bella serie 1123 con tutte e sei le figurine in buono stato!

FASE 6: la ricerca

Abiamo fra le mani una delle collezioni di figurine Liebig probabilmente più importanti della nostra città. Amici e collezionisti anche facoltosi non possono che ammirarla e, forse, anche un poco invidiarcela. Ma d’altro canto collezionare Liebig non è solamente una questione di soldi. Collezionare Liebig è impegno, studio, passione, costanza e ricerca continua. Non pensate neppure per un istante di riuscire ad ultimare la vostra collezione di serie Liebig! E’ letteralmente una storia infinita, e non solo per il fatto che certe serie, con indici di rarità di quarto livello (R4) probabilmente neppure le vedremo mai dal vivo. Il collezionismo delle Liebig è vivo per il semplice fatto che, nonostante i suoi 140 anni è in buona parte ancora tutto da scoprire. Pensate che ancora oggi è possibile trovare serie in edizioni fino all’anno scorso ignorate. Oppure, se volessimo prendere in esame le varietà, ci si spalancherebbe una nuova finestra verso un mondo davvero ancora tutto da scoprire e da studiare. Come per i francobolli, così anche per le figurine Liebig esistono errori documentati, differenze, varietà per l’appunto. Ed in taluni casi queste stesse varietà determinano un aumento vertiginoso del prezzo di una serie. E non mi sto riferendo a serie rare ed introvabili. Pensate, per farvi un esempio, alla recente serie n°1728 “Celebri Benefattrici Italiane”: è quotata due soli euro dal listino Sanguinetti 2008. Eppure relativamente proprio a questa serie esiste una varietà documentata tale per cui le vignette delle figurine 4 e 6 risultano invertite. La versione interessata da questa particolarità è quotata ben 60 euro, ossia trenta volte tanto!

Con quest’ultima fase si conclude questo percorso scritto con l’intento di aiutare e indirizzare un potenziale giovane collezionista di Liebig desideroso di affrontare nel migliore dei modi una nuova raccolta. Non credo che esista una fase 7. O forse qualche attento lettore e collezionista scrupoloso troverà lui stesso nuove fasi di sviluppo per la sua personale collezione. In verità credo sia più probabile che le ultime tre fasi caratterizzeranno tutta quanta la nostra esperienza di collezionisti di figurine Liebig. E d’altro canto saranno proprio il desiderio di ottimizzazione e la contina ricerca di elementi nuovi a regalarci ogni volta piacevoli soddisfazioni e momenti appaganti. Ogni collezione è a se stante ed il più delle volte ricalca l’animo del collezionista che la comincia e la sviluppa man mano. Ogni collezione Liebig è differente: certo l’ordine numerico e sequenziale proposto dai cataloghi, alcuni suggerimenti del sottoscritto, i consigli di amici ed esperti porteranno quasi sicuramente tutti verso direzioni simili, ma le strade che ciascuno di noi percorrerà saranno sempre diverse. Non è tanto il risultato finale, quanto proprio questa strada che ci ritroveremo a percorrere, forse assieme, ad entusiasmarci e a farci vivere ciascuno in modo unico la propria personale collezione.

Folder La Lira

Il Folder della Lira Italiana – CASO SINGOLARE ED INTERESSANTE !!!

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In data 23 marzo 2012 Poste Italiane, in occasione del 150° Anniversario dell’Unificazione del Sistema Monetario Nazionale, emette il primo folder dell’anno dedicato proprio a questo evento. Al pari del discusso foglietto dedicato al Vino DOCG, anche il suddetto folder viene distribuito in esclusiva in occasione della XXV Edizione del Salone Internazionale del Francobollo MilanoFIL 2012. Sicuramente un’ottima occasione di incontro e soprattutto l’ambiente ideale per promuovere e lanciare questi due prodotti, essendo MilanoFIL una manifestazione a valenza internazionale.

DATI TECNICI

Il Folder ha un costo nominale di 20 euro e contiene i seguenti elementi:

  • n° 1 foglietto “Lira Italiana” costituito da tre francobolli da € 0,60
  • n° 3 tessere filateliche ciascuna contenente uno dei tre francobolli della lira
  • n° 3 cartoline filateliche affrancate con ciascuno dei tre francobolli della Lira ed annullo FDC tematico
  • n° 1 foglietto “Lira Italiana” in edizione speciale rivestito con lamina d’argento
E’ caratterizzato da una tiratura di quindicimila esemplari.

Fin da subito questo articolo ha riscosso grande interesse da parte dei collezionisti. Il nostro folder non solo è stato emesso proprio in concomitanza di MilanoFIL 2012, ma al pari del foglietto del Vino DOCG distribuito IN ESCLUSIVA durante tale manifestazione. Tanto è vero che né il foglietto del Vino, né il folder, anche dopo la data ufficiale di emissione, erano reperibili presso alcuno sportello postale e filatelico di tutta Italia. Probabilmente era intenzione delle Poste avviare la distribuzione capillare dei due oggetti a manifestazione conclusa. In verità pare proprio che le cose siano andate diversamente. La maggior parte delle scorte del Folder era stata portata proprio a MilanoFIL dove già il secondo giorno, esattamente il 24 marzo 2012, circola la voce secondo la quale importanti quantità siano state acquistate da “un certo commerciante noto”. L’interesse immediato è nato principalmente da due elementi chiave: l’edizione speciale del foglietto in esso contenuto, rivestito da una lamina d’argento e la validità postale accordata anche a questa edizione speciale del foglietto. Nel frattempo passa un altro giorno. Siamo al 25 marzo 2012, ultima giornata della manifestazione. Ed ecco che una nuova notizia, questa volta alquanto allarmante, inizia a farsi sentire prepotentemente, creando vero scompiglio e agitazione tra i collezionisti ed i negozianti di filatelia: sempre il “noto commerciante”, a conclusione di MilanoFIL, vista la presenza quasi totale dello stock in fiera, decide di acquistarne TUTTE LE RIMANENZE con un investimento di circa 200.000 euro. Inoltre proprio tale prodotto risulta essere, a mio avviso, proprio un gadget ideale per il tipo di mercato e di offerte proposte di frequente sempre dal “suddetto commerciante”. Una somma decisamente importante, ma poca cosa date le disponibilità finanziarie di tale figura professionale. In molti pensano alla bufala, oppure alla solita operazione da parte di qualche singolo allo scopo di far lievitare il prezzo e marginare tanto e subito su oggetti – novità di Poste Italiane. Ad oggi ancora nessuna notizia certa. Eppure è un dato di fatto che oggi 22 aprile 2012, a distanza di un mese dalla sua emissione, sia introvabile in tutti gli uffici postali e filatelici. Io stesso, nonostante abbia qualche aggancio, non ne possiedo neppure uno in questo preciso istante. Grazie alla segnalazione degli amici del portale ho provveduto immediatamente ad acquistarne un certo quantitativo da e-Filatelia dove, a spot, risulta disponibile ed acquistabile. Questo probabilmente per le numerose lamentele da parte di collezionisti che, ad oggi, anche su ordinazione, non sono ancora riusciti ad ottenere un prodotto pubblicizzato dalle Poste sul proprio sito e MAI andato in distribuzione.

Non so che piega prenderà questa faccenda. Di sicuro è degna di essere monitorata costantemente. In rete si sono già registrate numerose vendite al doppio del valore nominale del Folder. Ma anche tutto questo è ben poca cosa, se paragonato alla vicenda del folder dedicato all’Istituto De Merode del 2000 che oggi si vende a cifre decisamente alte e resta un prodotto di difficile reperibilità.

Il Vino DOCG

Tra Vino e Barbanera è una vera cuccagna!

Ecco che dopo alcune settimane di stasi la giostra delle nuove emissioni ha ripreso a girare. Infatti, dopo l’emissione del 4 gennaio 2012 dedicata a Giulio Onesti, abbiamo dovuto aspettare fino al 24 marzo, giorno ufficiale dell’emissione del bel foglietto dedicato al Vino DOCG che grande interesse sta suscitando tra i collezionisti sia di Barre, sia non. Poi il 31 marzo con Le Fracchie di cui al precedente articolo, il 6 aprile con una emissione dedicata a Giovanni Pascoli ed oggi 11 aprile  con ben due emissioni (entrambe autoadesive) dal titolo rispettivamente “Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio ACRI” (grafica orribile) e “Il Lunario Barbanera di Foligno” dalla vignetta divertente e a mio avviso apprezzabile. Proprio su quest’ultimo mi soffermerei, segnalando qualche difficoltà nello staccare il Barre dal resto del foglio, con la possibilità di piccoli danneggiamenti ai bordi, anche prestando attenzione, forse causato da una colla differente rispetto a quella impiegata in fogli di altre emissioni. Lo stesso difetto in effetti non l’ho notato nello stesso ACRI in uscita lo stesso giorno (oggi) del Lunario Barbanera.

Particolare interesse ed entusiasmo fra i collezionisti di Barre e non solo sta riscuotendo il foglietto dedicato al Vino DOCG. Presentato ufficialmente ed in esclusiva a MilanoFil, è poi andato in distribuzione nel resto d’Italia, ma con modalità tutt’altro che omogenee. In tutta la provincia di Cremona non è stato consegnato in nessun ufficio postale ad eccezione dello sportello filatelico di Cremona Centro. Forse lo stesso può dirsi anche di altre provincie: resto in curiosa attesa dei vostri commenti. A livello di vendite al momento si assesta attorno ai 15 euro, ma dato il costante volume di richieste sono possibili aumenti, anche per il fatto che, a completamento della nostra collezione, viene proposto non solamente il foglietto intero, ma anche il singolo presente in basso a sinistra del foglietto stesso, unico valore di riferimento con appendice. E questo fatto comporta una drastica riduzione della tiratura, nonostante sia di un milione di esemplari.

Vorrei concludere con una considerazione a proposito dei famigerati autoadesivi che, oramai, come del resto c’era da aspettarselo, la stanno facendo da padroni in tutte le emissioni (fa eccezione il francobollo Le Fracchie). Devo ammettere di essermi per così dire abituato a questa nuova tipologia di francobolli, staccandoli velocemente dal foglio, magari con l’ausilio di un paio di forbici. Con un buon classificatore, però, restano ordinatamente distribuiti all’interno delle pagine, senza collassare o crollare in basso e, forse aspetto positivo, si possono tranquillamente prendere in mano senza rischio di danneggiarne la gomma. Certo è che l’emissione delle Fracchie di pochi giorni fa, per il solo fatto di non essere autoadesiva, ha suscitato in me un po’ di nostalgia per la bella collezione di un tempo che, temo, non incontreremo più.

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Il Folclore del 2012 regala una ventata di nostalgia

… che soddisfazione scoprire che il bel francobollo della serie “Il Folclore” emesso il 31 marzo 2012 non è su carta autoadesiva! Dopo che gli ultimi mesi  ci hanno saputo regalare solamente francobolli autoadesivi, con tutto lo scomodo del caso, ecco finalmente, di nuovo, il bel francobollo con codice a barre che va ad arricchire la nostra collezione, restituendole il fascino degli anni passati.

 

 

Le Fracchie – San Marco in Lamis

emesso il 31 marzo 2012 in due milioni e cinquecentomila esemplari, viene distribuito in fogli da cinquanta esemplari, comprendenti ciascuno due appendici con codice a barre, rispettivamente al centro del bordo sinistro e al centro del bordo destro. La tiratura, pertanto, è di cinquantamila Barre per tipo. Dovrebbe essere in distribuzione proprio da questa mattina nei principali sportelli filatelici. Buona collezione !!!

e-Filatelia - affrancatura 2009

Affrancature sospette da Roma

Sarò breve e conciso, o almeno ci proverò. E’ un dato di fatto che Poste Italiane stia lavorando per smaltire grosse giacenze di francobolli, obbigando talvolta anche piccoli uffici postali ad utilizzare francobolli e non la più pratica TP-Label per le affrancature. In diversi uffici della mia zona, ma anche altrove, sono arrivati – non richiesti – plichi di fogli delle annate precedenti a scopo di smaltimento. Durante gli ultimi quattro ordini ad e-Filatelia ho notato che venivano impiegati francobolli appartenenti alle annate 2009 e 2010 e a questo punto la domanda sorge spontanea: il fatto che abbiano tolto la possibilità di acquisto di quasi tutti i valori appartenenti al 2009 dal sito e-Filatelia.poste.it è perchè tali giacenze sono state destinate tutte alle affrancature interne? Se così fosse, andrebbero prontamente riviste le tirature EFFETTIVE di molti francobolli con codice a barre delle prime annate in quanto è probabile che una grossa percentuale è già andata persa ed altrettanti finiranno su buste, probabilmente con appendice staccata. Sebbene in questi giorni sia più che altro concentrato sulle cromolitografie (cerco di tenere i santini a distanza), un pensiero ai Barre c’è sempre ed ho come l’impressione che, sotto l’ottica dell’investimento e non del puro collezionismo (chiedo venia a Marco :-( ) il tutto si stia trasformando gradatamente in un business più a lungo termine. Ed è per questo motivo che, personalmente, sto volutamente ignorando le oscillazioni temporanee del mercato dei Barre, scegliendo di mantenere comunque sia prezzi sostenuti che, molto probabilmente e con stupore di alcuni, verranno entro breve ritoccati verso l’alto. Sì, signori miei, perchè anche le mie scorte sono limitate e non vorrei rimanere proprio a bocca asciutta quando il tutto si sarà consolidato, quando di materiale proprio non se ne troverà più, quando probabilmente acquistare un Gronchi Rosa sarà ben poca cosa rispetto ad un Corriere, un Natale Laico, o  a un’annata qualunque di Barre.

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Chi non muore … si rivede !!!

Buona sera, cari amici collezionisti. Lo so … lo so … sono un assenteista e mi pento :-( L’idea di cambiare vita e lavoro ha reso tutto quanto più fervido ed emozionante, ma in quanto a tempo libero … beh questa è un’altra storia. Anzi, sembra incredibile, ma le giornate, le settimane volano in un lampo senza che neppure me ne renda conto. Però è troppo bello. L’attività è all’inizio, eppure va ala grande: grandi soddisfazioni, moltissima gente nuova, nuove collezioni! In questo periodo il mio interesse è pressoché incentrato al 100% attorno alle cromolitografie Liebig e Lavazza. Articoli davvero splendidi anche solo da sfogliare o leggere; disegni curati nei minimi dettagli … ma avremo altre occasioni per approfondire l’argomento.

Colgo l’occasione di questo breve trafiletto per rendervi partecipi di una questione alquanto curiosa che, grazie al mio lavoro, ho scoperto. E’ un dato di fatto che i metalli preziosi siano diventati negli ultimissimi anni un bene rifugio per l’individuo. Questo ha portato il valore dell’oro alle stelle fino a superare quota 43 euro al grammo! Allo stesso modo l’argento ha sfiorato il record dei 1000 euro al chilo qualche tempo fa. E proprio il decollare di prezzi dei metalli preziosi ha dato inizio a tutto un meccanismo di “investimento monetario” del quale io ero totalmente all’oscuro. Mi riferisco alle famose monete da 500 lire dl’argento emesse dal 1958 in avanti. Valore nominale in euro circa 26 centesimi, ma valore dato dal peso dell’argento in esse contenuto non indifferente. Una moneta da 500 lire (le famose Caravelle e le altre commemorative a seguire) pesa 11 grammi e contiene poco più di 9 grammi di argento (AG 835). Ho scoperto che in moltissimi si sono messi ad acquistarle in grosse quantità allo scopo di convertire il proprio denaro in beni tangibili, fisici e molto probabilmente rivalutabili nel tempo. Ho conosciuto persone in possesso di oltre 50Kg di argento in monete … altre con oltre 12.000 monete da 500 lire al seguito. Certo la cosa è alquanto affascinante e divertente, ma mi domabdo quanto sia produttivo oggi acquistare tali monete ad un prezzo di oro ed argento decisamente alti, per non dire alle stelle. Ho osservato che una moneta da 500 lire d’argento su eBay chiude a circa 7/7,7 euro cadauna (anche per grossi lotti). Eppure oggi l’argento ha già iniziato una sorta di discesa costante, passando dal precedente record di 1000 euro/Kg a meno di 800 euro/kg. Forse il fatto di avere oro e argento sotto il cuscino da una certa sicurezza. D’altro canto, sebbene io investa parzialmente in metalli preziosi, non mi sognerei mai di tenere in casa veri e propri lingotti d’oro e di argento, con la paura che da un giorno all’altro qualche malintenzionato ti svuoti casa in men che non si dica, lasciandoti a bocca asciutta. Oggi ci sono sistemi telematici per acquistare/vendere/investire in oro e argento ben più sicuri che tenersi in casa qualche migliaio di euro in metalli preziosi. E poi – parliamoci chiaro – l’economia Italiana io credo abbia rasentato il fondo ed il sottofondo più e più volte e, forse, adesso è proprio il momento di ritirarsi su e ricominciare a galoppare come dodici anni fa! E questo – immagino – comporterà uno slittamento dell’interesse di nuovo verso altri mercati, riportando a prezzi normali oro, argento e quant’altro di simile.

Non vorrei avervi tediato con questa digressione, però parlando spesso di Barre come investimento e commerciando un po’ di tutto mi è proprio capitata a tiro la questione “Caravelle” e mi andava proprio di sottoporla al vostro giudizio. A proposito: qualora aveste in mente di acquistarne dal sottoscritto a centinaia, se non migliaia, sappiate che sono il fortunato possessore di ben 8 monete (al momento) e non sono in vendita :-)

Il mercato dei francobolli con codice a barre è relativamente fermo in questo periodo: le aste non realizzano un gran ché, mentre, al contempo, la presenza di materiale in negozio a prezzi decisamente sostenuti è sempre garanzia di vendite più chge soddisfacenti. Un esempio? Sestine del 2008 a 30 euro, Cavour a 6 euro, Donne Carraresi a 9 euro … mi riferisco a vendite concluse, non a semplici prezzi di vendita. La collezione, nonostante le apparenze, procede imperterrita e si diffonde piano piano un po’ ovunque nel mondo filatelico italiano e d’oltralpe. Come anticipato, chi oggi è il fortunato possessore di materiale del 2008, 2009 e 2010 (fino ad Ivrea del 2011), poco alla volta vede concludersi vendite molto soddisfacenti grazie ad acquirenti sicuramente facoltosi che hanno tutta l’intenzione di possedere la collezione completa, ma che oggi non hanno più alcuna speranza di trovare il suddetto materiale in Posta.

U(ltima esperienza professionale: da lunedì 12 marzo sono Rivenditore Autorizzato MasterPhil. Questo significa che, a parte pochi articoli (per ora) caricati in negozio, ho la possibilità di ordinare materiale in discrete quantità a prezzi fortemente scontati rispetto al listino ufficiale. Quindi, dovessero servirvi, ad esempio, trecento classificatori per francobolli, oppure una settantina di album del Regno, oppure ancora cartelle e raccoglitori per monete e banconote … adesso sapete a chi rivolgervi :-)

Catalogo MasterPhil

La Tavola Rotonda

Il giorno venerdì 10 ottobre 2008 l’emissione Giornata della Filatelia segna l’inizio di una nuovissima quanto incredibile avventura filatelica: il collezionismo dei francobolli con codice a barre. Di lì a poco è facile comprendere che da quella emissione in avanti la famosa bandella con il codice a barre stampigliato sopra, unitamente al numero di dieci cifre, la farà da padrone per gli anni a venire in tutto il mercato filatelico italiano (ed oggi oserei dire “non solo”). Dal quel fatidico 10 ottobre di tre anni fa di emissioni ne abbiamo avute tante, ma quella che ancora oggi lascia l’amaro in bocca, un vuoto incolmabile nella mente indagatrice di noi collezionisti, studiosi, analizzatori e ricercatori di Barre, è sicuramente l’emissione dell’8 novembre 2008 che porta alla luce un francobollo che saprà far parlare di sé nei mesi e sicuramente negli anni a venire. E’ chiaro a quale francobollo mi sto riferendo: “100 Anni del Corriere dei Piccoli”

Il cosiddetto “Corriere dei Piccoli” con codice a barre è stato in assoluto il primo valore della nostra collezione ad esaurirsi definitivamente e precisamente il 3 novembre del 2010, a soli due anni dalla sua prima emissione. La notizia, un po’ come a suo tempo capitò al famoso Gronchi Rosa, fece talmente scalpore che i prezzi, in asta, iniziarono a lievitare senza sosta, come una corsa continua verso cifre mai viste prima da un singolo francobollo così recente. In molti gridarono alla speculazione. Tanti altri erano certi che si trattasse di una moda asseggera, di un veloce colpo di fulmine che avrebbe lasciato basiti i più dopo poche settimane. E invece la ragione fu ancora una volta dalla nostra parte, vedendo il mercato dare ragione ancora una volta a chi ebbe l’arguzia di metterne gelosamente da parte qualcuno. Oggi sappiamo a quanto si è “temporaneamente” assestato il suo prezzo. Sappiamo anche che è assolutamente e categoricamente introvabile (mai dire mai … ;-) ) presso uno qualunque dei 14.000 uffici postali dislocati sul territorio nazionale. Resta però un quesito che ancora oggi, a distanza di più di tre anni, ancora non ha avuto risposta: “Come mai proprio il Corriere dei Piccoli? Perché non il francobollo del Natale, oppure la Polizia Locale, o il Terremoto di Messina?”. Il caso dell’esaurirsi del Natale Laico autoadesivo del 2009 è ben diverso e tutti conosciamo il susseguirsi di concause che ne determinò il repentino esaurirsi, ma il primo caso resta quanto mai misterioso ed irrisolto. Tanto è vero che molti sono i collezionisti che a tutt’oggi cercano di dare una risposta (o un volto) a questo fatto. Chi per primo ha voluto sollevare ufficialmente la questione è il sig. Luciano Raimondi, ex Direttore Artistico della Fabbri Editori, oramai uno dei nostri più grandi fan e sempre interessato agli sviluppi di questa incredibile collezione. Il sig. Raimondi ci regala in esclusiva il suo nuovo articolo dal titolo “La Tavola Rotonda” immaginando attorno ad un tavolo quattro amici, quattro figure professionali ben distinte che assieme cercano di affrontare l’argomento, fornendo ipotesi plausibili sull’accaduto, ma – e qui viene il bello – lasciando la questione ancora una volta aperta a nuovi risvolti. Articolo come sempre piacevolissimo da legger, quanto mai originale e divertente, ma soprattutto capace di regalare momenti di riflessione con l’intento, tutti assieme, una volta per tutte, di risolvere il mistero della repentina scomparsa del Corriere dei Piccoli. Non mi dilungo oltre. Vi lascio a questa piacevole lettura che potete scaricare semplicemente cliccando sull’immagine del Corriere.

Analisi di un’annata piena di novità

Ancora una volta il sig. Luciano Raimondi ha scelto di regalarci parte del suo tempo condividendo con noi innanzi tutto le sue personali impressioni sull’annata 2011 ormai conclusa, quindi alcune riflessioni riguardanti proprio uno degli oggetti più gettonati e – permettetemelo – più misteriosi della nostra collezione. Articoli come sempre interessanti, piacevoli da leggere, in grado ogni volta di regalare una sferzata di entusiasmo, una carica di positività a chi ha scelto, credendoci, di collezionare francobolli con codice a barre. A voi qui sotto, in formato PDF, il primo dei due articoli, in formato pdf, offerto gentilmente in esclusiva al nostro portale. Seguirà a breve anche il secondo articolo, davvero interessante e che sicuramente farà parlare di sé e discutere ;-) Buona lettura!

Analisi di un’annata piena di novità

di Luciano Raimondi

(clicca per scaricare l’articolo)

Busta del Lombardo Veneto

Caro Marco, oggi ti rispondo da qui

#6 di Marco il 9 febbraio 2012 – 11:24

Ciao William sono ancora io…. lungi da me l’intenzione di salire in cattedra ne tantomeno quella di criticare i comportamenti altrui, ma vorrei dire come al solito la mia e avrò certamente poco seguito , come al solito.  L’appunto è questo : Tu posti argomenti interessanti , spesso molto interessanti, i quali meriterebbero approfondimenti e discussioni ad ampio raggio. Purtroppo, e vedi anche in questo caso, la discussione finisce sempre nella stessa diffusa e inflazionata sequela di presentazioni di “varietà” presunte se non addirittura fuori tema.  Forse sono io che sto sulla luna, ma bisognerebbe riordinare un tantino le idee.  I tuoi articoli meriterebbero maggiore attenzione e di essere sviluppati da un numero maggiore di partecipanti. Invece dopo due interventi …. si ripiomba nel già visto. Tanto che alla fine ogni articolo vale un altro e il tuo e mi permetto di dire “nostro” impegno va a farsi benedire.  Gradirei conoscere il tuo pensiero e se hai in mente una forma di controllo e indirizzo ( tramite un moderatore) come d’altronde  accade in ogni altro forum specializzato.  Un saluto.

Risposta breve e sintetica :-)

Caro Marco, temo di aver già dimenticato l’dea che lavorando in proprio avrei avuto molto più tempo a disposizione. Ieri, ad esempio, con l’intento di preparare un’asta importante, ho lavorato ininterrottamente dalle 8 di mattina alle 21:20 !!! Però accidenti che soddisfazione oggi vedere le offete che vanno su quasi in tempo reale. Non tanto per il prezzo di vendita, quanto soprattutto per la soddisfazione di vedere che la mia merce è apprezzata e trova il consenso di molti. Veniamo ora a te. Lo sai che la penso esattamente al tuo stesso modo. Però, purtroppo, non possiamo pilotare le discussioni, assolutamente libere di dirigersi verso sponde che talvolta esulano completamente dal tema dell’articolo. Personalmente non sono mai stato un grandissimo appassionato di varietà, ma ne riconosco il fascino e capisco l’interesse di tutte quelle persone che da decenni ancora oggi si dedicano con passione allo studio di filigrane, posizioni, ponti … ecc.ecc. Certo alcune (molte) varietà proposte anche secondo me lasciano il tempo che trovano. Però, d’altro canto, pecunia a parte, voglio credere che anche questo aspetto sia indice di un accresciuto interesse verso la filatelia. Persone nuove ora più attente al particolare, entusiaste di proporlo o di sottoporlo al giudizio altrui, magari disposte a rischiare in prima persona per una varietà presunta o sbandierata che potrebbe dimostrarsi tutt’altro che rara ed interessante. Quello che invece vorrei dirti è che oggi il mio hobby è diventato un lavoro. Pensa che ad un certo punto avevo addirittura ipotizzato (in modo assai remoto) che il lavoro avrebbe potuto in qualche modo rovinare il gusto del collezionare. Vuoi sapere davvero che cosa mi sta capitando? Succede che proprio perchè di lavoro si tratta, mi occupo di collezionismo 24 ore su 24. Direi 8 ore al giorno … ma chi vogliamo prendere in giro? :-) E sai quante cose sto scoprendo ogni sacrosanto giorno? Sai quante novità, quante persone nuove, quanti aspetti che ignoravo … sto letteralmente scoppiando, sì, ma dalla soddisfazione, dalla gioia, dall’entusiasmo. Se un mese fa qualcuno mi avesse proposto di acquistare un lotto di Santini sarei salito in macchina scappando nella direzione opposta. Oggi vorrei quasi scrivere un articolo solo sui Santini Merlettati di fine ottocento. Me ne è capitato per puro caso un lotto importante … ma che meraviglia !!! Oppure vogliamo parlare di storia postale … ma quella vera, autentica ed affascinante? Cosa ne dici di una busta viaggiata del Lombardo Veneto del 1858 con francobollo da 3 soldi II tipo (peccato … I tipo sarebbe stato meglio) … oppure buste di posta aerea viaggiate con Gronchi … Oppure una collezione pressochè completa di Regno NUOVA !!! Serie bellissime … tutto affascinante !!! Oppure cento classificatori con cento collezioni di usati di tutti gli stati d’europa !!! E via a fotografare pagine su pagine … Numismatica? Cartamoneta? No grazie … non mi occupo di monete. Ops … ecco un lotto smodato di monete anche antiche, volumi di cartamoneta … E via che si acquista il catalogo e ci si fa una prima infarinatura anche di numismatica … scoprendo tra l’altro qualche pezzo importante e classificato come Raro. Ogni volta per me è come andare a caccia di un tesoro e scoprire un piccolo forziere di monete d’oro! E ancora una volta non è il valore della merce, ma la meraviglia, lo stupore di essere riusciti a trovare qualcosa di importante e di prestigioso! Ti confesso, caro Marco, che non mi dispiacerebbe andare con un Metal Detector a caccia di monete antiche in qualche sito ad-hoc. Oggi i miei “posti segreti” il più delle volte sono vecchi scatoloni pieni di roba, borsine della spesa piene zeppe di buste, gente che mi telefona intenzionata a vendere “merce veccha e di poco conto” … Ci credi che la busta raffigurata i questo articolo l’ho sfilata da una borsina della Coop persa assieme ad altre buste similari? Se non è un vero ritrovamento questo … Marco sto letteralmente in delirio e ti ringrazio di aver scritto tu in prima persona perchè spronandomi a risponderti, con questo messaggio un po’ mi sono alleggerito :-) Tornando a monte, al tuo messaggio del 9 febbraio che posterò poi alla fine di questo articolo, ci sono tantissime cose di cui scrivere, da raccontare, per coinvolgere quante più persone possibili … ancora una volta il tempo è sempre troppo poco, però vedo che ogni giorno che passa, un pezzettino alla volta, piano piano, si va avanti ed il negozio si arricchisce, si impreziosisce … e le soddisfazioni, gradatamente, aumentano. Figurineliebig.it nasce proprio epr dare spazio al collezionismo. Certo gli ultimi mesi i Codici a Barre l’hanno fatta da padroni. Tra l’altro è in arrivo un articolo interessantissimo (non mio) su alcuni aspetti singolari e curiosi … ma non voglio anticiparvi nulla sull’argomento. Mi piacerebbe però dedicare tempo e spazio anche ad altre collezioni, come le Cromolitografie che, da quando ho aperto il negozio, stanno dando così tanta soddisfazione! Gente semplicemente incuriosita, persone che acquistano alcune serie perchè trattano di argomenti a loro cari, altri che trovano il pezzo mancante alla loro collezione. Ma soprattutto nuovi collezionisti che necessitano di consigli e suggerimenti sull’argomento per iniziare al meglio questa nuova collezione. E i francobolli? In questi giorni mi stanno letteralmente prosciugando! Proprio ieri ho preparato con cura maniacale un’asta ciclopica costituita da ben ottantanove inserzioni di tutti i francobolli nuovi della Prima Repubblica (filigrana Ruota) dal ’45 al ’54 + qualche extra … tutte proposte in asta in ordine cronologico e tutte con scansioni chiare fronte / retro … Sarà poi la volta degli Usati di Repubblica. Sì perchè notavo sia in quel di Modena, sia alla mostra mercato di Piacenza che gli usati, nonostante le apparenze, sono molto ricercati. In diversi stand c’erano collezionisti armati di pinzetta a punta piatta che si sceglievano i pezzi mancanti da classificatori mostruosi contenenti magari 10 o 20 francobolli per tipo. E li pagavano pure non poco: dai 15 ai 50/70 centesimi l’uno !!! E non sto parlando della Prima Repubblica, bensì di francobolli usati recenti dal 2000 in avanti !!! In fondo l’usato ha il suo fascino: è un francobollo che ha davvero vissuto, che ha viaggiato ed è stato premiato magari da un bell’annullo che, anzichè deturpare la vignetta, lo impreziosisce, nobilitandolo :-) Pensa, caro Marco, che una delle collezioni a cui sono più legato è proprio quella della Repubblica Italiana dal ’45 in avanti … valore di catalogo … poche centinaia di euro … ma valore affettivo infinito! Si tratta infatti della MIA personale collezione di Usati di Repubblica, iniziata quando avevo solamente 16 anni, cercando francobolli, ritagliando buste, staccando, lavando e stirando francobolli … Bei ricordi … Mamma mia quanto ho scritto oggi … tante parole … forse poca sostanza … magari qualche concetto interessante e ancora una volta da approfondire … Che bello prò poter condividere liberamente con te, marco, e con voi tutti cari collezionisti, certi miei pensieri, lasciati scorrere liberamente come un fiume di idee senza interruzione. In fondo sono a casa e nell’intimità della propria dimora, sia essa una stanza, o un bel portale, tutto è possibile ;-)

ilMioNegozio

Il Collezionismo: una storia senza limiti !!!

SPEDIRE WEBBuon giorno, cari lettori. Oggi voglio condividere con voi quanto mi sta capitando in questi giorni di frenetica attività. Come sapete, oramai mi occupo a 360° di collezionismo. L’idea originaria era quella di concentrarsi su una o due famiglie di prodotti e svilupparle al meglio. Mi rendo conto solo ora che il collezionismo è un vero e proprio polipo che ti cattura e ti avvinghia con una infinità di tentacoli. Le cromolitografie Liebig sono una delle mie più grandi passioni e, poco alla volta, sto caricando nel negozio la maggior parte delle serie in mio possesso. Poi ci sono i francobolli con codice a barre che, in questo portale, direi proprio che non necessitano di presentazione. Ma come disdegnare le cartoline d’epoca viaggiate, storia postale di pregio, intere collezioni di francobolli nuovi di Italia, San Marino, Vaticano … il Regno d’Italia … Certo si tratta di moltissima merce e caricarla tutta nel negozio richiede tempo … molto tempo … ma la soddisfazione di proporre ad altri quello che da sempre mi ha appassionato è davvero gratificante, indipendentemente dalla vendita. Ogni inserzione racchiude in sé una piccola storia o un’avventura … un viaggio magari iniziato di mala voglia una domenica mattina e conclusosi poi con l’entusiasmo a mille per la merce reperita. Il fatto di spostarsi in auto talvolta è ,obiettivamente, un po’ faticoso. Altre volte si tratta di vincere la pigrizia. Ma spesso e volentieri è come riscoprire un tesoro sepolto, un forziere tenuto nascosto o dimenticato in un’anta di un armadio. Oggetti forse di valore, forse di poco conto, ma che probabilmente faranno la felicità e la gioia di altri collezionisti che ne sapranno apprezzare la bellezza, la rarità e l’unicità. Credo che questo sia uno degli aspetti più gratificanti di questa mia nuova attività: la ricerca, il ritrovamento, la selezione, la nuova proposta in asta o nel negozio … E’ quasi una missione: obbligare tutti coloro fortunati possessori di merce vecchia o antica a tirarla fuori, magari dopo anni, vendendola al giusto e permettendo ad altri di goderne.

In attesa di articoli succulenti e già carichi di potenziali discussioni, vi auguro un felice week-end lasciandovi il link al mio nuovo negozio eBay ed il link per aggiungermi, eventualmente lo riteniate opportuno, ai vostri venditori eBay preferiti.

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